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23 giugno 2018

Vittorio Veneto

E’ tempo di migrare. Su Instagram

I millennials non si iscrivono a Facebook: lì ci sono genitori e i prof

Stefania De Bastiani | commenti |

VITTORIO VENETO – “Ce l’hai Facebook?” è una frase retrò. O meglio: da vecchi. I teenager, ora, hanno solo Instagram. Perché, su Facebook, ci stanno i genitori, i nonni, i professori. E chi ha voglia di farsi spiare da questi? A raccontarci il 'tramonto', o quanto meno la perdita di appeal, di un social che pareva intramontabile è Matteo Dal Mas (Qui il suo profilo Instagram) , vittoriese. Il ragazzo, che nel 2014 avevamo intervistato perché aveva attirato la nostra attenzione per il numero di like che riusciva a collezionare (lui postava un “ciao” e aveva migliaia di apprezzamenti e commenti) si è accorto che su Facebook non aveva più successo. E così è passato a Instagram dove, in meno di un anno, si è fatto seguire da oltre 12mila followers. E il numero è in costante crescita.

 

Quando ti sei accorto che su Facebook non avevi più successo?

L’anno scorso. Ho notato che i like iniziavano a diminuire in maniera notevole. Se prima per ogni foto che postavo avevo circa 1.000 apprezzamenti, lo scorso anno sono sceso intorno 400, e ora ne ho a malapena 60. Un cambio repentino, che però – ho capito – non è da attribuire a un minore interesse da parte dei miei follower, ma semplicemente da un mutamento di algoritmo da parte dei social. Facebook, per farla breve, non valorizzava più i contenuti che pubblicavo. Come invece fa Instagram.

 

Perché ti sei buttato su Instagram?

Ho notato che in molti cominciavano a spostarsi lì, e in poco tempo sono riuscito a crearmi la mia cerchia di follower. Sono attivo su quel social da meno di un anno e ne ho già quasi 13.000. Significa che lì c’è davvero del potenziale.

 

Come mai tanto successo?

Ho imparato a conoscere Instagram, a capire i meccanismi per farsi notare. Innanzi tutto ho collegato l’account Facebook a Instagram per avvisare i miei seguaci che utilizzavo questo social. Anche l’uso degli hashtag è importante, per cercare di essere visibili anche da tutti coloro che ancora non ti conoscono. Fondamentale è curare le immagini, aggiungere una breve descrizione: le foto più sono originali e curate e più c’è la possibilità di essere notati. Anche essere attivi è molto importante: siamo in un social network che richiede interazione pertanto se vuoi comparire in cima alle ricerche devi aumentare le tue interazioni con like e commenti. Anche l’orario di pubblicazione è decisivo: le prime ore della sera e dopo cena sono i momenti top. Anche i giorni cambiano: per esempio il sabato sera gran parte della gente si prepara a uscire a fare festa, quindi la percentuale degli utenti attivi è minore.

 

Che tipo di immagini pubblichi?

Io su Instagram posto i miei scatti fotografici, o quelli che mi faccio fare dai fotografi: ho la passione per la fotografia. Pubblico qualcosa anche quando sono con gli amici e mi trovo in un posto carino.. chi non si fa scattare una foto? Utilizzo molto le Instastories, faccio vedere ai miei follower cosa faccio durante la giornata, dove sono, con chi, chiedo consigli, mi confronto con loro, mi piace comunicare e parlare con la gente, conoscere nuove persone, spesso anche lontano da dove abito, infatti viaggio molto (lavoro permettendo), non sono un ragazzo a cui piace stare a casa sul divano a guardare la tv!

 

Perché, secondo te, i millennials preferiscono Instagram?

Instagram è più pratico, i ragazzi d’oggi più attenti alla tecnologia e alla rete lo preferiscono per raccontare la propria vita attraverso immagini e con l’utilizzo delle Instastories (contenuti che possono essere visualizzati solo 24h in cui la gente mostra i momenti di vita quotidiana, ma anche aspetti buffi e creativi della propria personalità). Ai giovani piace coinvolgere e far divertire il pubblico e anche i brand le utilizzano per far conoscere i propri prodotti, I personaggi famosi le usano per tenere aggiornati i fans. La qualità delle foto in Instagram inoltre è maggiore rispetto quella di Facebook. Poi spesso i ragazzi giovani si ritrovano i genitori o i professori in Facebook quindi si sentono spiati e ciò li spinge ad utilizzare Instagram... dove gli anziani non ci sono.

Matteo Dal Mas

 



foto dell'autore

Stefania De Bastiani

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