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19 marzo 2019

Vittorio Veneto

“Il mondo è un bel posto”

Gli studenti in piazza anche a Vittorio Veneto. Il Friday For Future riempie la città di slogan e colori

Emanuela Da Ros | commenti |

VITTORIO VENETO - “Inizieremo a studiare il passato quando ci darete un futuro!” Lo slogan che - tra i molti - sintetizza le ragioni della protesta dei giovani va oltre la preoccupazione ambientale. Esonda dai temi condivisi dell’inquinamento, dei disastri ambientali, dei quasi irreversibili mutamenti climatici.

 

E’ uno slogan di denuncia e di rifiuto che invade la dimensione del tempo: ‘Che serve studiare la storia se siamo arrivati all’epilogo?’, chiedono i ragazzi. Lo chiedono amplificando la voce con un megafono che in altri tempi ha diffuso altri slogan. Lo chiedono in tutte le piazze del mondo, oggi 15 marzo, giornata del FFF (Friday For Future).

 

Lo chiedono anche a Vittorio Veneto, dove dalle otto, migliaia di ragazzi hanno alzato coralmente voce e colori e canzoni per (di)mostrare che se vogliono possono essere più grandi dei grandi. Per (di)mostrare che vogliono - pretendono - ‘un mondo migliore’, un mondo possibile. L’unico. “Siamo qui spinti dall’attivismo che è in noi!”, urlano Ludovico, Eleonora, Emma.

 

 

“Sono qui - dice Ilaria col tatuaggio posticcio di un mondo verde sul viso - per difendere il futuro, che è nelle nostre mani, non di chi lo sta facendo andare in rovina”. “Siamo qui per un pianeta migliore”, dicono Tomas e Khalid. “Siamo qui perché non potevamo più stare a guardare”, dicono Eleonora e Martina.

 

“Non possiamo condividere l’inattività degli adulti, mentre cresciamo in un mondo che implode”, spiega Benedetta Aurighi che ha disertato le aule universitarie a Gorizia per manifestare nella ‘sua’ città. E Greta Thunberg è idealmente con i ragazzi vittoriesi. “La sua protesta solitaria - aggiunge Benedetta - ha coinvolto tutti: Greta ci ha insegnato che anche i piccoli gesti possono avere un’eco planetaria, ci ha insegnato a non scoraggiarci: una delle più grandi lezioni sulla vita ci è stata data da una coetanea”.

 

La manifestazione vittoriese si è aperta con il ‘benvenuto’ del sindaco Tonon, che qualche ragazzo ha scambiato per un ‘preside’ e che per qualche minuto - scordando lo scempio paesaggistico del Traforo - ha caldeggiato la tesi impellente della salvaguardia del territorio e dell’ambiente. In piazza con gli studenti anche rappresentanti dell’Anpi, qualche insegnante, e qualche ex amministratore. Paolo Peruch e Adriana Costantini hanno ricordato con commozione trattenuta battaglie e manifestazioni che li avevano coinvolti in passato: “Sono venuto a vedere con i miei occhi questi ragazzi - ha dichiarato Paolo Peruch -. Sono tanti! Tanti! E sono finalmente in piazza!”.

 

 

Adriana Costantini, ricordando la sua partecipazione a una storica manifestazione ecologista di Genova, ha evidenziato come il movimento di protesta del Sessantotto fosse nato da un’esigenza ambientalista, per percorrere poi direzioni che avrebbero portato all’acquisizione di imprescindibili diritti civili. “Ero in prima fila durante le contestazioni degli anni Settanta - dice Costantini - e sono felice oggi di essere ancora in piazza, con questi ragazzi”.

 

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Emanuela Da Ros

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