16 dicembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

“Chi ha nascosto i dati sull’inquinamento dei laghi di Revine? Come avrebbe reagito l’Unesco a questi dati?”

Sono alcune delle domande che ora si pongono le Mamme Stop Pesticidi di Tarzo e Revine affinché se c’è stato un comportamento “non trasparente” chi ha sbagliato sia chiamato a rispondere del suo errore

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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“Chi ha nascosto i dati sull’inquinamento dei laghi di Revine? Come avrebbe reagito l’Unesco a questi dati?”

REVINE – Non si placa l’attenzione sulla qualità dell’acqua dei laghi di Revine. Ora le Mamme Stop Pesticidi di Revine e Tarzo chiedono chiarezza sulla vicenda delle analisi Arpav che già nel 2017 segnalavano la presenza di pesticidi e arsenico nei due bacini lacustri. “Le domande che ci poniamo, speranzosi che venga avviato un lavoro di indagine, sono molteplici: Ci sono stati, ed eventualmente da parte di chi, omissioni, insabbiamenti, ecc. tesi a tenere nascosti i dati sull’effettivo stato dell’inquinamento della nostra zona?”.

Incalzano le Mamme proseguendo poi con i loro quesiti sulla delicata questione: “Qualcuno si è sottratto al dovere di intervenire a tutela della salute pubblica e dell’ambiente? Se ciò, come tutto lascia supporre, è accaduto, per quali ragioni è potuto accadere? Chi ne ha tratto benefici diretti o indiretti? Quali danni possono provocare, per la salute dei cittadini e per l’ambiente, sia le singole sostanze inquinanti individuate, sia l’effetto di insieme che si ottiene giocoforza dalla loro contemporanea presenza, conosciuto come "effetto cocktail"? Esistono limiti quantitativi di sicurezza sulla miscela di tali sostanze chimiche?”.

Incognite inquietanti che non si esauriscono qui: “Quali iniziative verranno adottate nei confronti dei responsabili di tale inquinamento? Come intendono intervenire, già nell’immediato, le Autorità competenti per ripristinare le garanzie delle condizioni di salute per i cittadini e gli animali e per risanare il danno ambientale? Qual è il piano d’azione delle Istituzioni? Quando ci verrà presentato? Chi ne pagherà i costi?”. Risposte a cui le Mamme hanno provato a rispondere autonomamente facendo alcune considerazioni.

“Secondo un’elementare logica, l'incremento delle colture a ridosso del bacino dei laghi, con l'incremento degli agenti inquinanti che comporta, condiziona la qualità di vita di ogni essere vivente. La presenza di pesticidi nei nostri laghi era emersa già nelle precedenti analisi Arpav del 2011/2013, quindi nulla di nuovo, se non l'aumento negli ultimi anni della sensibilità ai temi ambientali da parte dei cittadini… Ma soffermiamoci sulle analisi del 2017. In primis la notizia, secondo cui l’ARPAV conosceva già dal 2017 che i laghi di Revine Lago erano inquinati da pesticidi, è molto preoccupante per tante ragioni”.

“Significa infatti che la situazione ambientale della nostra zona è molto peggiore di quanto siamo abituati a credere. Dimostra altresì che alcune delle istituzioni competenti erano a conoscenza di tale preoccupante realtà e ciononostante non hanno fatto nulla. Nel 2017 la Regione Veneto era impegnata a ottenere il patrocinio dell'Unesco: viene da chiedersi se la Commissione Unesco fosse a conoscenza dei risultati di queste analisi. Se così non fosse, come avrebbe reagito qualora avesse conosciuto tali analisi?”.

Le Mamme quindi concludono con una considerazione generale sulla situazione venutasi a creare e sui timori che ha scatenato: “Parallelamente alle nostre iniziative per combattere l’inquinamento, riteniamo quindi importante verificare se esistano responsabilità oggettive di cui si siano macchiate alcune istituzioni, sia nel non informare dei veleni trovati nei laghi di Revine, sia nel non intervenire in modo adeguato per risolvere il problema”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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