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25 novembre 2017

Montebelluna

“Hanno convinto risparmiatori che titolo non quotato è più sicuro”

Secondo Arbitro per Controversie Finanziarie “create convinzioni erronee”

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Soldi

CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA - "Bisognerebbe trovare forme di ristoro" per i risparmiatori delle Banche Venete. Il presidente dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf), Gianpaolo Eduardo Barbuzzi, lo ha indicato (ad un convegno per un bilancio a "quasi un anno" di lavoro dell'Arbitro) dopo aver mostrato la mail di un risparmiatore che scrive: "Lo Stato, che dovrebbe tutelare il risparmiatore, ha annullato l'ottimo, attento, scrupoloso e professionale lavoro dell'Acf, dichiarando le suddette banche in liquidazione coatta amministrativa".

 

Barbuzzi sottolinea che, in base ai ricorsi già esaminati, "si può affermare" che nel caso delle Banche Venete ci sono stati "comportamenti informativi serializzati, input diffusi nelle varie filiali" che in molti casi hanno indotto nei risparmiatori "la convinzione erronea che investire su un titolo non quotato è più sicuro rispetto ai titoli quotati".

 

Sarebbe poi emerso anche che in molti casi ai risparmiatori è stata prospettata "non una pluralità" di possibili investimenti ma solo "prodotti emessi dallo stesso intermediario con una concentrazione al 100%". Mentre, e non solo nel caso delle Banche Venete, dai ricorsi arrivati all'Arbitro sono emerse "significative criticità" in merito alla "raccolta delle informazioni per la profilatura dei clienti".

 

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