22 agosto 2019

Castelfranco

“Nullafacenti sparpagliati per le strade a vendere droga”, associazioni attaccano il sindaco dopo il post sui migranti

Marcon difendeva il Decreto Salvini: Osservatorio Bene Comune e Cittadini per la Pace non ci stanno

commenti |

CASTELFRANCO Il sindaco Stefano Marcon, difendendo il Decreto Salvini con un post su Facebook, prende posizione contro i migranti e la cosa non piace alle associazioni Osservatorio Bene Comune, Cittadini per la Pace, Rete Radie Resch ed Amici di Raul Follereau, che a loro volta decidono di rispondergli con una lettera aperta.

Marcon finisce sotto accusa per questa frase circolata online: “Chi annuncia la disapplicazione (del decreto Salvini ndr), probabilmente, rimpiange le centinaia di nullafacenti sparpagliati per le strade o nei parchi intenti a vendere droga ai nostri ragazzi e utilizza questa ‘disobbedienza’ come mera (e direi insensata) presa di posizione politica”.

 

Questa la risposta al primo cittadino di Castelfranco tramite la lettera. “Egregio signor Sindaco, quelli che definisce con un termine sferzante, come con una sentenza, ‘nullafacenti’, sono venuti in Italia negli anni duemila, quando i nostri imprenditori avevano bisogno di manodopera a basso costo, che potesse coprire i nostri fabbisogni – scrivono le associazioni -. Così facendo gli imprenditori sono riusciti ad abbassare sensibilmente il costo del lavoro e contemporaneamente a mettere in concorrenza gli operai locali con gli immigrati, creando un primo serbatoio di odio e poi di voti. Questi ospiti ci raccontano che, il giorno prima, hanno girato tutto il giorno, anche sino a Treviso, per le fabbriche e Agenzie interinali. Sono ormai abituati a ricevere tanti NO, non mi servi! Che poi potremmo meglio tradurre così: non servi più a niente, vattene, sei sporco, sei nero. All’epoca del loro arrivo, il problema non era trovare lavoro, ma trovare alloggio.

Poi è arrivata la crisi a fine del decennio scorso e questi immigrati sono stati i primi a restare a casa. Sono sal-datori, imbianchini, piastrellisti, muratori… tutti lavori non troppo specialistici che ora non servono più, dove c’è sovrabbondanza.

Chiaro che dopo anni e anni che trovi solo ‘lavoretti’ e tutti di dicono di no, che non servi, dopo che hai passato i 40 e anche i 50 anni, cominci a sentirti frustrato e inutile, viene sempre più intaccata l’autostima, la tentazione di un bicchiere di vino…. e così diventi un ‘nullafacente’ come dice Lei, con una parola che suona come una condanna”.  

 

“Ci aspetteremmo, da parte di tutti e anche della Sua amministrazione comunale, più spirito critico e qualche dimostrazione di democrazia interna – continua -. Il decreto Salvini cavalca una filosofia dove rinunciamo per sempre a una possibile integrazione, per approdare verso l’alienazione, l’esclusione, che soddisfi le pance, la rabbia, le peggiori pulsioni dei tanti. Questo è il peggior peccato e la peggiore risposta.

Se ci sono degli Sprar che non funzionano e che aspirano solo i soldi dei contribuenti (e chi lo può negare! Talvolta sono Sprar legati alla malavita o addirittura a qualche politico), ce ne sono anche di quelli che i famigerati 32,5 euro li hanno spesi bene, cercando di insegnare la lingua, la cultura, un mestiere per costruire persone che possano diventare gli italiani del domani. Ma si è definitivamente rinunciato a distinguere e selezionare modelli giusti da altri meno giusti per ‘semplificare’ e arrivare a escludere? Cosa sarà di queste persone un domani? Forse potremo trasformare questi uomini e donne in strumenti per dare ancora voti a qualche partito? A questo si riduce l’uomo?”.

 

Leggi altre notizie di Castelfranco

Commenta questo articolo


Leggi altre notizie di Castelfranco

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×