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24 aprile 2018

Castelfranco

“Ogni imprenditore può imparare dallo sport”

Parallelo tra basket e lavoro di Dan Peterson davanti a trecento manager all’Hotel Fior

Matteo Ceron | commenti |

Dan Peterson

CASTELFRANCO - “Un imprenditore può imparare dallo sport: è una palestra per la vita e per il lavoro, ogni singola idea e concetto dello sport è applicabile dappertutto. Io l’ho fatto per anni e per questo cerco di comunicarlo alla gente che ascolta la mia esperienza. Non pretendo di insegnare a loro come fare il loro mestiere. Io dico: questa è la mia esperienza nel mondo dello sport ed il mio modo di trattare con le persone, quindi se volete potete prendere qualcosa di utile per voi”.

Parola di Dan Peterson, che lunedì pomeriggio ha parlato davanti a circa trecento imprenditori veneti all’Hotel Fior di Castelfranco, in occasione di un evento aziendale di Velvet Media, agenzia castellana specializzata in comunicazione e marketing.

 

Il popolare allenatore di basket e commentatore televisivo ha intrattenuto gli imprenditori con aneddoti legati alla sua lunghissima carriera di coach, facendo degli interessanti parallelismi tra sport e mondo del lavoro. Le aziende, del resto, ha spiegato, in qualche modo sono come delle squadre di basket, col titolare che fa da allenatore e che ha la responsabilità di creare una squadra vincente.

 

“Nello sport come nel mondo del lavoro conta quello che fai, quello che rendi ed il gioco di squadra, e poi il risultato, nel bene o nel male, è quello che conta – ha spiegato Dan Peterson -. Conta quello che tu riesci a produrre con quello che hai: non tutti hanno le stesse tempistiche, ma l’importante è che una persona cerchi di fare il meglio che può con quello che ha a disposizione. Non importa avere più talento, più budget o più soldi. Vedete anche nello sport: con più budget magari fanno delle stagioni disastrose, mentre altre società che hanno meno soldi magari riescono a fare miracoli”.

 

Nel corso della giornata Velvet Media ha presentato anche “Qhero.org”, il primo motore di ricerca che, per ogni ricerca effettuata, devolve una somma in beneficienza.

“Qhero è un nuovo motore di ricerca, performante esattamente come Google o Bing che, per ogni ricerca effettuata, devolve ad un progetto benefico una somma pagata dalle aziende che investono in pay per click – spiega il ceo di Velvet Media Bassel Bakdounes -. La logica del ‘search to donate’ è già stata adottata da altri motori di ricerca benefici, la vera innovazione è abbinare un metodo di promozione virale per convincere quante più persone ad usare Qhero. Purtroppo ci sono degli ostacoli che rallentano la beneficienza. Quando vogliamo donare, dobbiamo mettere mano al portafoglio, senza sapere quanto della somma devoluta sarà effettivamente corrisposto e quanto si perderà nel cammino in costi di promozione. Grazie ad una campagna virale invece, riusciremo a lanciare Qhero in maniera rapida e efficace, abbattendo i costi di marketing che di solito sono detratti direttamente dalle donazioni. Quando il messaggio diventerà virale, il numero di persone che useranno Qhero aumenterà in maniera esponenziale e di conseguenza la somma totale raccolta per il progetto benefico”.

 



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Matteo Ceron

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