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21 aprile 2019

Castelfranco

“Supermercato a Villa Emo?”: Scarpa si dimette

Dopo le polemiche dovute alla sua provocazione il delegato di Treviso di Italia Nostra lascia il suo posto

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romeo scarpa

VEDELAGOLa sua provocazione lanciata nei giorni scorsi di creare un supermercato a Villa Emo ha suscitato parecchie polemiche, tanto che anche i vertici di Italia Nostra hanno preso le distanze. Romeo Scarpa, delegato della sezione di Treviso di Italia Nostra, ora ha deciso di rassegnare le dimissioni lasciando il posto a qualcun altro.

 

“Sono ben conscio che la provocazione, da me lanciata su Villa Emo e raccolta dalla stampa per arrivare fino ai notiziari nazionali, ha fatto sobbalzare più di qualcuno dell'associazione sia a livello locale che regionale che nazionale, ma evidentemente pochi hanno letto tutto quello che è scritto sul blog ed ancora meno persone hanno tentato di capire il ragionamento che ho tentato di avviare – afferma Scarpa -. Forse la provocazione era eccessiva, e, sinceramente, comprendo il sobbalzo sulla sedia, ma non lo “scandalo”, se uno tenta cerca almeno di intuire il senso del mio ragionamento, salvo che... io non abbia toccato nervi scoperti”.

 

“Probabilmente – continua Scarpa - il mio ragionamento non è così chiaro, ma nelle varie dichiarazioni che ho rilasciato, ho tentato di spiegare che mi interessava portare in evidenza il contrasto tra i centri commerciali che assediano il nostro territorio e le difficoltà di mantenimento di quei beni culturali, che sono le ville venete, di cui villa Emo è il simbolo. Un altro obiettivo, non secondario, era di portare nel campo della politica e della società la contraddizione tra la svendita di un simbolo (villa Emo) ed i forsennati ed ingiustificati investimenti che si fanno nella grande distribuzione nelle periferie delle nostre città con l'effetto di degradare il paesaggio e svuotare i centri storici. Certamente non mi sarò spiegato bene... Certamente potevo fare una provocazione meno provocatoria, ma le mie dichiarazioni non passano al vaglio di uno staff di professori in comunicazione e sono certo che in passato ho fatto affermazioni anche più clamorose, naufragate nel mare magnum del web”.

 

Entra poi nel merito della contrapposizione con i vertici nazionali di Italia Nostra. “La posizione della Presidenza Nazionale di Italia Nostra, che replicano alla mia becera proposta, dichiarando che ‘non si faranno mai negozi a Villa Emo’ è sintomo di un'incomprensione profonda – dice ancora -. Reclamare l'intervento diretto dello Stato, in un periodo di recessione, dove il Mibac è a pezzi e le Soprintendenzze stanno per essere regionalizzate è pura utopia. Villa Emo, opera di Palladio e non di un geometra di paese, ‘vale’ 15 milioni di euro cioè come 500 metri di Superstrada Pedemontana (che passa poco più a nord): questo è il metro con cui misurare il degrado in cui è caduto il Veneto, che valuta i suoi simboli in metri di superstrada. E troviamo il tempo di guardare il dito della mia boutade sul Cccve (Centro Commerciale Villa Emo)? Dai, cerchiamo di essere seri e di scendere dalle torri d'avorio. Io intanto rassegno le dimissioni irrevocabili da presidente della sezione di Treviso e credo che farà bene anche agli amici della sezione, della quale resterò semplice socio”.

 

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