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15 dicembre 2018

Treviso

“Vota per me”. I volti dei migranti sulle strade di Treviso

La campagna elettorale si colora di nuovo. Ma i manifesti hanno vita breve

Stefania De Bastiani | commenti |

Foto Mauro Romanzi

TREVISO - Hanno avuto vita breve, ma hanno lasciato il segno, i volti dei migranti che la notte tra lunedì e martedì sono apparsi sulle strade di Treviso. 50 cartelloni, che ritraevano le immagini di 10 immigrati, sono stati affissi in sei punti della città, negli spazi deputati alla campagna elettorale. Fotografati, ammirati, criticati, i manifesti hanno fatto parlare di sé. Per poi sparire: ieri sera, infatti, non c’erano già più.

Il progetto di “Guerrilla Art” è stato ideato dall’artista Gianluca Vassallo, che vive in Sardegna e che a Treviso ha trovato un gruppo di volontari pronti ad appendere i suoi lavori. “Vota per me – spiega Vassallo - è un progetto che, attraverso le facce e le storie dei migranti, cerca di riportare al centro del dibattito pubblico la verità delle vite, la dignità degli individui, il senso profondo della convivenza, con l’intenzione dichiarata di spostare l’asse dialettico verso la complessità dei fenomeni migratori. Il progetto cerca questo risultato attraverso una pratica propria della politica, la propaganda elettorale, e lo fa per mezzo degli spazi per la pubblica affissione, disertati nella campagna elettorale in corso dai partiti di ogni orientamento, spazi che diventano, così, metafore”.

 

Un progetto sociale, prima che di artistico-culturale, dunque, quello ideato da Vassallo e arrivato a Treviso dopo aver fatto tappa in altre città d'Italia. Un’idea nata con lo scopo di stimolare un dialogo apolitico, durante una campagna elettorale che, con questo gesto, non è stata danneggiata, come ci tiene a spiegare chi ha affisso i cartelloni: “Per appendere le immagini abbiamo utilizzato gli spazi vuoti, non abbiamo coperto altri cartelloni, né danneggiato alcunché: l'azione vuole stimolare la dialettica, visiva e verbale, non fare opera di censura”.

L'intento di Vassallo e del gruppo di volontari è quel di far riflettere un paese che, come precisa l'artista, "non solo ha dimenticato la sua storia di migrazione, calpesta la costituzione, si nega la gioia della pluralità culturale ma che, assai più colpevolmente, pur schiacciando gli ultimi pretende anche di averne paura”.

 



foto dell'autore

Stefania De Bastiani

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