11 dicembre 2019

Treviso

“Zaia si merita il Premio Betoniera 2019”

A dirlo è il consigliere Andrea Zanoni commentando il rapporto Ispra sul consumo di suolo in Veneto

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

immagine dell'autore

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

“Zaia si merita il Premio Betoniera 2019”

TREVISO – “Per il secondo anno consecutivo il Veneto è la regione italiana con il maggior incremento di consumo di suolo, ben 923 ettari persi per sempre, quasi trecento in più della Lombardia. Tra i tanti riconoscimenti, ce n’è uno che Luca Zaia merita più di tutti: il Premio Betoniera. Le politiche urbanistiche e ambientali della sua Giunta si confermano fallimentari, in un territorio che è già uno dei più cementificati d’Europa”. È caustico il commento di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, rileggendo i dati del Rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e Snpa (Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) 2019, relativi al 2018, sul consumo di suolo in Italia presentato ieri al Senato.

“Ben 51 chilometri quadrati pari a 5.100 ettari, due metri quadrati al secondo come dato nazionale, e il Veneto è grande protagonista con 923 ettari, confermando il primato negativo del 2017. Nelle prime dieci città troviamo sia Verona (33 ettari) che Venezia (19), ma anche tra i paesi più piccoli ci distinguiamo in negativo, con i quasi 45 ettari a Nogarole Rocca, sempre in provincia di Verona. E il consumo di suolo è strettamente collegato all’aumento delle temperature, con tutto ciò che ne consegue; a causa della cementificazione, negli ultimi sei anni in Italia sono state assorbite due milioni di tonnellate di CO2 in meno, gas che contribuisce gravemente ai mutamenti climatici”.

I dati delle sei province venete sono degni di nota, il record è della provincia di Verona con 42.482 ettari di suolo consumato pari al 13,7 % dell’intera provincia e un incremento di 242,7 tra il 2017 e il 2018. Al secondo posto Treviso con 42.392 ettari pari al 17,1% e altri 186,5 consumati. “Consumare ancora suolo in Veneto crea numerosi problemi – prosegue Zanoni -: meno territorio agricolo con meno produzione di prodotti locali, diminuzione di habitat e di biodiversità come uccelli, mammiferi, insetti utili, meno assorbimento dell’acqua con problemi di assetto idrogeologico, meno ritenzione di anidride carbonica con problemi dei cambiamenti climatici”.

Zanoni, che a Palazzo Ferro Fini è vicepresidente della commissione Ambiente, sottolinea le incongruenze tra le azioni dell’Unione Europea e quelle messe in campo dalla Regione Veneto. “... La legge 14/2017 annunciata in pompa magna, con l’obiettivo di azzerare il consumo di suolo nel 2050, è un provvedimento bandiera con effetti concreti praticamente nulli. Ci sono deroghe infinite, per grandi infrastrutture, cave, capannoni agricoli, aree destinate servizi, varianti con lo Sportello unico e Piano casa. Piano casa che è stato oggetto di revisione lo scorso marzo, privo però di misure che incentivino seriamente la riqualificazione energetica degli edifici e quindi insufficiente per ridurre le emissioni di anidride carbonica”.

Zanoni quindi considera: “Infine, l’ultima legge di adeguamento ordinamentale approvata a luglio, la numero 29, che ha liberalizzato molte edificazioni in aree vincolate e aree agricole, incluse le Colline del Prosecco fresche di riconoscimento Unesco. Evidentemente per Zaia i temi importanti sono altri. Dovrebbe essere il primo a adottare politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, invece in maniera scellerata e irresponsabile continuiamo a essere la Regione con il maggior consumo di suolo e, di conseguenza, contribuiamo alle emissioni di CO2. Un primato di cui qualcuno si dovrebbe vergognare”.

 



foto dell'autore

Ingrid Feltrin Jefwa

Leggi altre notizie di Treviso
Leggi altre notizie di Treviso

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×