12 novembre 2019

Treviso

13 comuni della Marca salvano le api. Seminando la facelia

Apicoltori e Confagricoltura hanno chiesto ai comuni di seminare la pianta in appezzamenti comunali non utilizzati

Isabella Loschi | commenti |

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TREVISO – Tredici Comuni della provincia di Treviso e due in provincia di Venezia hanno aderito al progetto “Facelia”, per salvare le api. Il progetto, promosso da Apat - Apicoltori in Veneto in collaborazione con Confagricoltura Treviso, consiste in un’azione di diffusione della facelia (Phacelia tanacetifolia), pianta ad alto potenziale mellifero, produttrice di nettare e polline e dunque richiamo irresistibile per le api e altri insetti impollinatori.

Gli apicoltori e Confagricoltura hanno chiesto ai comuni di acquistare i semi della pianta, seminandoli in appezzamenti comunali non utilizzati e mettendoli a disposizione gratuitamente dei residenti. La lettera con la proposta è stata inviata a 140 comuni della Marca e Venezia. I primi ad aderire sono stati Spresiano e Quinto di Treviso, seguiti da Asolo, Cison di Valmarino, Cornuda, Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Nervesa della Battaglia, Paese, Revine Lago, Villorba, Ponzano Veneto e Jesolo. A breve si unirà Resana e altri Comuni partiranno in autunno. A Paese sono stati seminati 5.000 metri quadrati di facelia a fianco al cimitero e in un’ex cava. A Quinto seminati due campi accanto agli orti urbani.

“L’iniziativa ha incontrato i favori non solo degli apicoltori, ma anche di tanti cittadini attenti ai problemi ambientali e alla biodiversità, consapevoli del prezioso lavoro delle api e degli altri impollinatori – spiegano Stefano Dal Colle, presidente regionale di Apat e Dino Masetto, agronomo di Confagricoltura -. In futuro contiamo di estenderla anche agli agricoltori. La Pac, politica agricola comune, prevede infatti la possibilità di seminare la facelia nei terreni messi a riposo, con contributi specifici. Negli ultimi anni si è assistito a una grande moria delle api, che sono fondamentali perché il loro lavoro rappresenta un terzo di quello che troviamo nel nostro piatto, direttamente e indirettamente. I foraggi, che servono all’alimentazione degli animali, sono prodotti grazie all’impollinazione, così come fiori, frutta ed erbe hanno bisogno delle api”. Con l’aumento della popolazione di api potrà tornare a crescere anche la produzione di miele. “Oggi, infatti, il miele italiano riesce a soddisfare in termini produttivi appena il 50% del fabbisogno interno. “Tanto che dobbiamo importare da Cina, Ungheria e Romania”.

Il progetto Facelia prevede anche iniziative di sensibilizzazione rivolte al mondo della scuola. All’istituto comprensivo di Spresiano è stato organizzato il concorso di disegno “La mia ape”, che ha coinvolto oltre 200 ragazzi dalla prima alla quinta elementare. In autunno partiranno conferenze nelle scuole dedicate alle api promosse sempre da Apat e Confagricoltura Treviso.

 

 

 



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Isabella Loschi

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