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14 agosto 2018

Nord-Est

"Il 44% dei contributi della Regione sono andati a Belluno"

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belluno 44% contributi regionali

BELLUNO - “Imbarazzanti le dichiarazioni di Roffarè, che sembra non sapere che secondo un recente studio della Cgia di Mestre l'82% dei tributi sono incassati dallo Stato e non dalla Regione e che negli ultimi anni Regioni, Province e Comuni sono state accomunate da un ugual destino: tagli statali lineari”.

 

Con queste parole, l’assessore regionale bellunese Gianpaolo Bottacin commenta le dichiarazioni del segretario della Cisl di Belluno-Treviso in merito alla vicenda del passaggio di Sappada in Friuli. “È bene ricordare a Roffarè – incalza Bottacin - che negli ultimi 10 mesi, ben il 44% dei contributi erogati dalla Regione Veneto sono finiti a Belluno, che il 35% dei fondi del Psr sono destinati alla montagna, che è appena stato fatto un bando per gli alberghi di montagna con una posta in gioco identica a quella per gli alberghi di pianura (che sono molti di più), che nella difesa del suolo viene destinato al bellunese il 40% della somma totale prevista dalla Regione, che la sanità di montagna riceve un 20% in più pro-capite rispetto a quella di pianura e potrei continuare a lungo”.

 

“Nel contempo lo Stato ha solo tagliato tagliato tagliato – prosegue l’Assessore veneto – ma Roffarè parla di fare squadra a livello territoriale oltre il colore politico e poi si contraddice andando contro l'ente territoriale Regione. Risulta evidente che lo fa solo per motivi politici e mi dispiace. Non creda però che ripetere come un disco rotto che la causa di tutto è sempre e comunque Venezia riesca a convincere la gente.

 

I cittadini dei comuni secessionisti referendari, di pianura e di montagna, vogliono andare nelle regioni a statuto speciale. Nessun comune del Veneto mi risulta che voglia andare in Emilia o in Lombardia. Così come nessun comune vuole spostarsi dal bellunese al trevigiano”. “Evidentemente – conclude Bottacin .- la gente ha capito che se la torta economica per il Veneto diventasse più grande, anche la fetta per la montagna potrebbe crescere. Ma non in caso contrario. Ecco perché è stato fatto il referendum per l'autonomia”.

 

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