21 agosto 2019

Conegliano

66 furti e due milioni di euro di bottino: la banda aveva colpito anche a Conegliano e Vittorio Veneto

I furti in ville e abitazioni nelle province di Pordenone e Treviso

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CONEGLIANO - La Polizia di Stato di Pordenone sta eseguendo provvedimenti restrittivi disposti nei confronti dei componenti di una banda criminale specializzata nella commissione di reati predatori in ville e abitazioni nel Nordest. Si tratta di tre cittadini albanesi responsabili di 66 furti aggravati in ville e abitazioni nelle province di Pordenone e Treviso.

 

Accertati in circa 2 milioni di euro gli illeciti introiti tra denaro contante, gioielli, orologi, lingotti in oro, oltre a pistole e munizioni nella disponibilità degli arrestati. Le indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo della Polizia, sono state svolte dalla Squadra mobile di Pordenone.

 

L'inchiesta di oggi è la prosecuzione di un'indagine che lo scorso febbraio aveva portato all'esecuzione di tre provvedimenti restrittivi in carcere, disposti dall'autorità giudiziaria pordenonese, nei confronti di altrettanti cittadini albanesi, pluripregiudicati per reati specifici contro il patrimonio, responsabili di 33 furti aggravati in ville ed abitazioni.

 

Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita questa mattina, il gip evidenzia come "i delitti consumati sono sintomo che gli indagati non sono capaci di governare le loro inclinazioni criminali. Si tratta di tre malavitosi disoccupati che all'evidenza traggono dai furti il necessario al loro sostentamento. I coindagati hanno poi dimostrato elevata pericolosità per la frequenza delle incursioni predatorie, concentratesi in un arco temporale ristretto e in una zona geografica limitata, rilevatrice di compulsività criminale".

 

Nel corso della conferenza stampa di stamani, il Questore Marco Odorisio ha poi spiegato che nel secondo filone delle attività d'indagine, "sono stati raccolti gravi, precisi e concordanti indizi di reità in ordine a ulteriori 33 furti pluriaggravati".

 

Il domicilio dei tre albanesi era a Conegliano. Avevano colpito a Conegliano, Gaiarine, Mareno di Piave, Miane, Susegana, Vittorio Veneto, Codognè.

 

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