17 ottobre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

180 MILA GALLINE CARBONIZZATE

L'involontario spiedo potrebbe essere tossico per le famiglie della zona

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Pieve di Soligo - Ieri sera è andata a fuoco la Maia, l'azienda agroalimentare fra Pieve di Soligo e Sernaglia, da anni accusata dai residenti di inquinare il territorio. L'incendio è partito da uno dei capannoni provvisti di sistema di essicazione della pollina "mds", ricostruito 4 anni fa: al suo interno sono rimaste carbonizzate 180 mila galline ovaiole. Le fiamme che hanno sorpreso l'azienda erano altissime e a pochi metri dalle abitazioni vicine.


I Vigili del fuoco, una volta allertati, sono corsi immediatamente sul posto con dieci squadre da Conegliano, Vittorio Veneto, Montebelluna e Treviso: spegnere le fiamme è stato difficile, è stata utilizzata l'acqua del pozzo della vicina azianda di carburanti "Sammartini Petroli" e della vasca antincendio della Maia.



Poteva andare anche peggio: infatti, fortunatamente, non sono stati bruciati i vecchi capannoni le cui coperture sono ancora in eternit. Tuttavia, è stato confermato che elementi in eternit sono stati bruciati. Le cause del rogo sono ancora da accertare: si tratterebbe probabilmente di un cortocircuito all'impanto elettrico ma non viene eliminata nemmeno l'ipotesi dolosa. Sono intervenuti anche i tecnici dell'Arpav per effettuare campionamenti dell'aria e rilevare eventuali agenti inquinanti. Ora i residenti temono per la loro salute e per il futuro dei loro figli.

In foto: le fiamme divorano la Maia (Foto: Marco De Biasio)

 

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