22 gennaio 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Abbandonati da tutti": lo sfogo del sindaco di Farra di Soligo

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FARRA DI SOLIGO - La vertenza Pip continua a far discutere. E il comune di Farra di Soligo si trova sempre più isolato e solo: in questi giorni è arrivato anche lo sfogo del sindaco, Giuseppe Nardi. “Viviamo una situazione paradossale – spiega – siamo un Comune di una Provincia che ha dato tanto all’economia nazionale, che continua a creare eccellenze nel campo dell’innovazione, a esportare prodotti enogastronomici celebrati a livello mondiale come il Prosecco delle nostre colline. Siamo un Comune di famiglie e grandi lavoratori, che hanno sempre compiuto sacrifici per garantire una qualità della vita più che dignitosa e un futuro migliore al territorio. Un Comune dove esistono e sono sempre esistiti servizi di alto livello per i cittadini, per le imprese, per l’assistenza agli anziani, eppure siamo dimenticati da tutti”.

 

Il primo cittadino lamenta anche una certa disparità di trattamento in tutto il paese: “Viviamo in uno Stato dove si pensa di stanziare quasi 100 milioni per un torneo di golf mentre si continua a tagliare i fondi agli enti locali, Comuni, Province, persino le Regioni, senza trovare una soluzione che impedisce di offrire i servizi, anche quelli di base. Uno Stato dove se c’è da coprire un buco milionario a Roma o a Catania non ci si pensa un minuto. Ma se i problemi sono a Farra di Soligo, nel pieno del Nordest operoso, beh… che se li risolvano da soli”.

 

La solitudine regna sovrana insomma: “Siamo abbandonati. I cittadini di Farra di Soligo sono abbandonati a tutti i livelli, da quelli massimi sino a quelli minimi, sino all’interno del nostro stesso Comune dove, invece di pensare al bene collettivo, si pensa ai propri tornaconto. E intanto – continua Nardi - i servizi non possono più essere erogati e combattiamo ogni giorno nell’incertezza più totale per mandare avanti le cose”.

 

Il sindaco invoca una decisione dell’alto, per mettere la parola “fine” alla questione: “Insomma, io credo sia giunto il momento che qualcuno, in alto, prenda seriamente una posizione. Non ho voglia di mollare, non ho intenzione di farlo per rispetto dei miei concittadini, per il ruolo che mi è stato affidato come sindaco, perché sarebbe facile dire “consegno le chiavi del Comune a Roma”, e la tentazione di farla è tanta. La verità è che siamo stanchi, a Farra, di essere dimenticati”.

 

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