15 novembre 2019

Vittorio Veneto

ACCORDO SABOTATO, IL COMITATO SMENTISCE

"Non abbiamo impedito niente, non siamo mai stati contattati dal Presidente"

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Vittorio Veneto – Respinge le accuse di boicottaggio il Comitato per la tutela del Monastero e per la difesa dell’ambiente, tirato in ballo dall’ex sindaco Scottà come responsabile del fallimento di una tentata mediazione tra il Municipio e il Monastero.

Nel corso della conferenza stampa di fine anno, Scottà aveva accusato i componenti del Comitato di non aver accettato la mediazione del Presidente della Repubblica per concordare il rientro della salma di una monaca, seppellita nel camposanto di San Giacomo, nel cimitero monastico. Sarebbe colpa del Comitato, quindi, se è naufragato un accordo che avrebbe potuto risolvere l’annosa questione del Monastero cistercense di San Giacomo.

“Ma noi non abbiamo ricevuto alcuna telefonata dal Signor Presidente e nemmeno abbiamo incontrato alcun soggetto che si sia presentato a suo nome” replicano i membri del Comitato per la tutela del Monastero.

Il Comitato non si limita a difendersi dalle critiche e dalle imputazioni, anzi contrattacca: “è evidente che il fallimento del suo tentativo di cementificare il brolo delle Barchesse Calbo Crotta non dà  pace a Scottà e così ogni occasione è buona per inveire contro quei cittadini che, nell’interesse della città, lo hanno bloccato”.

“E’ però interessante sapere – proseguono gli esponenti del Comitato - che Scottà era sul punto di concludere un accordo per riportare all’interno la monaca sepolta fuori dalle mura del suo convento, poiché questo conferma che non esistevano impedimenti alla sua sepoltura nella Cappella Gentilizia e che Scottà la impedì per ritorsione nei confronti delle monache che si erano opposte alla realizzazione del Piano Snozzi”.
Il progetto Snozzi prevedeva che la barchessa nord venisse trasformata in residenza e che il vigneto tra le due barchesse diventasse una piazza pubblica.  

“Un consiglio che ci sentiamo di dare al Signor Scottà – è la conclusione del Comitato che difende l’integrità del Monastero di San Giacomo - è di smetterla di ritornare continuamente sull’argomento poiché, ormai, molti cittadini vittoriesi iniziano a pensare che dietro a quel progetto di Piano Snozzi, poi di palestra ed infine di scuola ci siano degli interessi indicibili e cominciano a sentire puzza di bruciato”.
 

 

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