17 novembre 2019

Vittorio Veneto

ADDIO CONCORSO DI VIOLINO (?)

La giunta vittoriese taglia sulla cultura e, a quanto pare, rinuncia alle note

Emanuela Da Ros | commenti | (14) |

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Vittorio Veneto - Se il silenzio è d'oro, la città di Vittorio Veneto in futuro dovrebbe diventare come Creso. Ricchissima.

Il 2009 infatti potrebbe infatti essere ricordato come l'anno più silenzioso nella storia vittoriese. Da quasi mezzo secolo (1962), Vittorio Veneto ospita alcune delle manifestazioni musicali più accreditate d'Italia (il Concorso nazionale corale - che è il più longevo d'Italia - e il Concorso di violino) e da quasi mezzo secolo queste manifestazioni, prestigiose, anche se di nicchia (per quanto riguarda gli strumenti ad arco), portano in città musicisti e compositori di indubbio talento, facendo sì che il nome della città sia conosciuto fuori porta e continuando una tradizione musicale che ha un progenitore illustrissimo: il vittoriese Lorenzo Da Ponte (librettista di Mozart).

Che è accaduto? A quanto abbiamo appreso, per ora in via non ufficiale (l'assessore alla cultura De Bertolis in questi giorni si trova in Svizzera), la giunta vittoriese - per far quadrare il bilancio - avrebbe decurtato i fondi destinati alla cultura (allo sport, all'associazionismo), togliendo dal carnet delle manifestazioni sia il Concorso corale che il Concorso di violino.

Una scelta che ha dell'incredibile considerato lo sforzo e lo sfarzo, anche divulgativo, che il comune negli anni scorsi aveva impiegato per spiegare ai cittadini che questi due concorsi erano un'opportunità eccezionale per la città e che qui, sì, si faceva cultura...

Ora, a quanto pare, tutto tace. Persino il suono melodioso del violino. E la cosa,  a pensarci, è doppiamente strana. Sì perché il comune ci ha reiteratamente assicurato che il bilancio vittoriese gode di ottima salute, anche grazie all'operazione "derivati". Peccato che Vittorio Veneto (con Conegliano) sia attualmnete oggetto di un'indagine presso la Procura di Venezia proprio sulla questione dei derivati. Un'operazione finanziaria ampiamente criticata dal procuratore regionale Carmine Scorano che è convinto che i comuni non avrebbero mai e poi mai dovuto "investire" i soldi dei contribuenti in faccende così poco chiare come quelle che hanno messo in crisi nera migliaia di privati.

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Emanuela Da Ros

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