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19 aprile 2018

Spettacolo

Addio a Marina Ripa di Meana. Lottava contro un tumore da 16 anni

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"Sono sempre andata incontro alle mie necessità, alle mie debolezze e ai miei desideri". Così diceva in un'intervista di qualche anno fa Marina Ripa di Meana, uccisa ieri a 76 anni nella sua casa di Roma da un tumore contro il quale combatteva da 16 anni. Personaggio televisivo, stilista e scrittrice, è famosa tra l'altro per l'autobiografia 'I miei primi 40 anni'.

 

Marina Elide Punturieri nasce a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941 e si trasferisce giovanissima a Roma, dove apre un atelier di alta moda assieme all'amica Paola Ruffo di Calabria. Diventa protagonista della vita mondana romana, frequentando artisti come Tano Festa, Renato Guttuso, Mario Schifano e soprattutto il pittore Franco Angeli, con il quale avvia una tormentata relazione che racconterà poi nel libro 'Cocaina a colazione', dove narra di essersi perfino prostituita per comprare la droga al suo amante. Nel 1964 sposa il duca Alessandro Lante della Rovere dal quale ha una figlia, Lucrezia. Ma la sua vita è all'insegna della spregiudicatezza e dell'anticonformismo, raccontato nel suo bestseller 'I miei primi quarant'anni' (dal quale viene tratto l'omonimo film diretto da Carlo Vanzina con Carol Alt), compresa la sua relazione con il giornalista Lino Jannuzzi, avviata dopo il divorzio da Lante della Rovere. Gli anni '70 segnano le sue prime comparse televisive, tra le quali anche quella come valletta di Maurizio Costanzo. Il sodalizio con il giornalista, però, si interrompe quando lei gli tira una torta in faccia nel corso della trasmissione 'Grand'Italia'.

 

Nel 1982 sposa il marchese Carlo Ripa di Meana, e le fanno da testimoni Alberto Moravia e Goffredo Parise, mentre Bettino Craxi è il testimone dello sposo. Un rapporto, quello con il leader del Psi, che continuerà negli anni anche dopo l''esilio' ad Hammamet, e che vedrà lei e suo marito travolti dalle polemiche degli alti costi della visita ufficiale in Cina del 1986 dove Craxi portò, a bordo dell'aereo di Stato, numerosi familiari e amici. Marina Ripa di Meana alterna all'attività di stilista, quella di scrittrice (oltre a 'I miei primi quarant'anni' e 'Cocaina a colazione', pubblica 'La più bella del reame', 'Vizi, veleni e velette', 'La donna che inventò se stessa', fino a una biografia sulla contessa Agusta 'La vita estrema di Francesca Agusta' e l'ultimo del 2016 'Colazione al Grand Hotel') e quella di animalista. Con campagne di sensibilizzazione contro la moda delle pellicce come quella, realizzata per l'IFAW (International Fund for Animal Welfare) di cui diviene ambasciatrice nel 1995, dove appare sui manifesti completamente nuda, con una folta peluria sul pube e la scritta 'L'unica pelliccia che non mi vergogno di indossare'. Una foto che rifarà, diversi anni dopo, presentandola in una trasmissione di Piero Chiambretti con un fotoritocco che 'imbianca' le parti intime.

 

Non solo animalista. Marina Ripa di Meana si impegna anche nelle campagne contro gli esperimenti nucleari a Mururoa, contro il parcheggio del Pincio a Roma, contro la chiusura dello storico Ospedale San Giacomo, sempre nella capitale, ed è protagonista dell'iniziativa per la diagnosi precoce dei tumori. Dopo la partecipazione al reality show 'La fattoria', nel 2009, e una parte nella fiction 'I Cesaroni', Marina Ripa di Meana esordisce nel 2015 come attrice teatrale nello spettacolo 'Il Congresso degli Arguti'.

 

La malattia, che la colpisce nel 2002, la racconta a maggio scorso in un'intervista a 'Pomeriggio 5', dove si presenta con una veletta nera davanti al viso, sfigurato a causa di un'allergia a una terapia: "Sono 16 anni che combatto contro il cancro", dice a Barbara D'Urso. "Mi hanno tolto un rene, ci sono stati 5 anni di sosta poi è ricominciato". La vita "è andata avanti con momenti difficili", racconta spiegando di aver affrontato la malattia "facendo tutto, scrivendo, mettendo in campo libri, andando a presentazioni, non cambiando assolutamente la mia vita".

 

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