20 ottobre 2019

Vittorio Veneto

Al brolo di San Giacomo solo coltivazioni bio e sostenibili: niente monocolture

Approvato il nuovo bando, l'area ex Torres concessa ancora per fini sociali

Claudia Borsoi | commenti |

Claudia Borsoi | commenti |

VITTORIO VENETO – Solo coltivazioni biologiche e sostenibili, e nessuna monocoltura, per l’area ex Torres, meglio conosciuta come brolo di San Giacomo di Veglia.

 

Se ne è discusso lunedì in consiglio comunale. “Il Comune ha tra le sue finalità statutarie quella di perseguire politiche di integrazione sociale, soprattutto con riferimento alle persone con disabilità. Per questo – ha spiegato il sindaco Roberto Tonon in aula – anche questa amministrazione ritiene opportuno individuare per tali fini sociali, così come fatto dalle precedenti giunte nel 2009 e nel 2014, l’area ex Torres di San Giacomo”.

 

Il nuovo bando mette nero su bianco che l’area dovrà accogliere colture biologiche, anche sperimentali, e le attività qui svolte dovranno coinvolgere persone svantaggiate. La concessione dell’area sarà di massimo 10 anni, eventualmente rinnovabili, e il canone di concessione indicato nel bando è di 16.500 euro all’anno, cifra che – come ha spiegato in aula Tonon – “potrà essere ridotta sulla base della rilevanza sociale del progetto presentato”.

 

Varie osservazioni al bando sono arrivate dal consigliere leghista Bruno Fasan che lo ha definito “un atto di scortesia verso la prossima amministrazione” visto che sarà emesso sei mesi prima della fine del mandato della giunta Tonon.

 

Il consigliere Ludovico Domini (Pd) ha invece proposto un emendamento finalizzato a bandire le coltivazioni monocolturali, integrazione accolta poi all’unanimità. Inoltre i vigneti potranno coprire fino ad un massimo del 50% della superficie.

 

Tra coloro che hanno fatto delle osservazioni anche il consigliere leghista Gianantonio Da Re: “L’area verrà valorizzata per scopi sociali, ci sembra una cosa utile e un aspetto doveroso per il reinserimento di giovani speciali e per le loro famiglie. Già oggi c’è una comunità che lavora e che fa un’opera egregia. E allora non chiediamo 16mila euro, ma solo un euro simbolico” l’auspicio dell’ex sindaco.

 



Claudia Borsoi

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