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21 luglio 2017

Treviso

Al Jardin de Cactus assegnato il Premio Carlo Scarpa.

il Comitato Scientifico ha scelto l'isola di Lanzarote

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

TREVISO - A mezzogiorno, nei locali della Fondazione Benetton, Marco Tamaro, direttore dell'ente culturale, ha presentato coloro che hanno illustrato la mostra, (in foto, da sinistra, Anna Costa, curatrice dell'allestimento e della grafica, lo stesso Tamaro, Patrizia Boschiero, coordinatrice delle attività del premio Carlo Scarpa, Juan Manuel Palerm Salazar, dell'Università di Las Palmas de Gran Canaria e Antonio Manuel Martin Santos , giardiniere del Jardin de Cactus, Luigi Latini, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione).

La dr. Boschiero ha ripercorso in questa prima tappa pubblica dell'evento, le varie fasi avviate nell'agosto scorso, con la visita all'isola di Lanzarote.

Nell'autunno è stata scelta questa isola per il Premio, ossia il piccolo Jardín de Cactus, inaugurato il 17 marzo 1990 a Guatiza, nel nord-est di Lanzarote, isola dell’arcipelago delle Canarie, accanto al continente africano.

 

Il luogo scelto è parte di una speciale costellazione di cave e crateri coltivati, testimonianza esemplare di un forte e fertile equilibrio tra natura e cultura.

Per questo il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicargli la campagna di studio, di cura e di divulgazione della XXVIII edizione del Premio Carlo Scarpa, un' iniziativa culturale a cadenza annuale, che accende lo sguardo su di un luogo particolarmente denso di valori, che spaziano dalla natura alla memoria, attraverso la cultura.

 

Per l'iniziativa sono previsti tre appuntamenti pubblici, a partire da domani, venerdì 19 maggio, con l'inaugurazione della mostra, ricca di splendide immagini e il concerto di musica tradizionale delle isole Canarie.

Nella prima sala di palazzo Bomben si possono ammirare paesaggi di Lanzarote, con una radiografia del territorio, in cui il suolo, il fuoco, l'acqua e i venti creano quel mix, che rende unica questa isola.

La sezione centrale si articola attraverso le varie vicende, che hanno portato alla costruzione del giardino, originato da una cava di lapilli vulcanici, utilizzata dapprima come discarica e poi reinventata da un artista e da un'amministrazione pubblica, che ha fatto delle scelte particolarmente lungimiranti.

Nella terza sala viene proiettato un documentario, mezz'ora di immagini, all'interno della quale si susseguono 10 interviste, che in qualche modo testimoniano tutto quello che è successo in questa isola.

 

Il professor Latini ha ricordato che il Premio, un tempo assegnato da una giuria, a seguito della modifica dello Statuto, è stato deciso da un comitato scientifico, che, per la prima volta, ha individuato un giardino, quasi una porta, che permette di intravedere il paesaggio nella sua dimensione culturale complessiva e la sua evoluzione, che lo stesso uomo è in grado di far emergere, facendo evolvere il territorio nel tempo.

 

A Lanzarote, è stato radiografato il rapporto che intercorre tra l'uomo e l'acqua, avendo come humus il senso del limite e della stessa libertà.

 

Nel corso dell'incontro lo stesso Tamaro ha sottolineato che Lanzarote e la sua realtà produttiva, a tutti gli effetti, possono diventare paradigma per una agricoltura, che sempre di più dovrà fare i conti con la minore disponibilità di acqua nelle varie coltivazioni.

 

Non a caso il professor Palerm ha messo in luce come l'anno di lavoro trascorso ha permesso di intravedere nel premio più che un riconoscimento storico, la tensione verso il futuro, quasi una riflessione critica sul come possiamo essere felici su questa nostra terra!

 

Del resto il giardino diventa la manifestazione, anzi il riconoscimento del lavoro del contadino.

A Lanzarote giardino e paesaggio lasciano immaginare una nuova dimensione culturale: il cactus, in fondo in fondo, diventa e rappresenta un'opportunità da saper cogliere!

pietro.panzarino@oggitreviso.it

 



foto dell'autore

Pietro Panzarino - Vicedirettore

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