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24 febbraio 2017

Aldai-Federmanager, ancora troppo pochi i manager 4.0.

Roma, 10 gen. (Labitalia) - Mentre l’Industria 5.0 è già oggetto di discussione, l’Industria 4.0 - fondata su un’evoluzione tecnologica caratterizzata dalla progressiva integrazione tra manifattura tradizionale prodotta dagli impianti industriali e processi di automazione digitale e on-line - deve fare i conti con una carenza ad oggi di 'manager 4.0' in grado di rispondere appieno alle specifiche esigenze imposte dal processo di trasformazione in atto.

Sul fronte del digitale e imprenditorialità, l’Italia rischia di trovarsi nell’arco di pochi anni in una sostanziale fase di stallo: per evitare questo pericolo è necessario attivarsi in maniera sistematica per garantire formazione di professionalità che abbina le cosiddette ‘digital skills’, senza dimenticare la nostra realtà economica produttiva caratterizzata in particolare da piccole e medie imprese.

A sostenerlo è Aldai-Federmanager (la maggiore organizzazione territoriale del sistema Federmanager, polo di competenze e punto di riferimento per i servizi ai manager oltre che partner integrante del sistema industriale), che punta i riflettori sull’importanza di assicurare ai manager tutti gli strumenti utili a mantenere le competenze che vengono loro universalmente riconosciute: la concretezza esecutiva, il pensiero prospettico e la capacità di risolvere i problemi.

“Per gestire la rivoluzione del digitale, c’è bisogno di una vera grande cabina di regia che sappia mettere insieme tutti gli attori e al cui tavolo siano presenti anche i manager”, spiega Bruno Villani, vicepresidente Aldai-Federmanager.

“Nella cabina di regia del Piano nazionale Industria 4.0 - sottolinea - i manager che sono i veri portatori e attuatori del cambiamento non ci sono. L’obiettivo è mettere in sinergia le persone e le risorse disponibili, fare sistema, mettendo a disposizione del Paese tutte le diverse competenze disponibili partendo anche da 'un’analisi' 4.0 che individui, anche a livello internazionale, le best practice da diffondere”.

Già fin dall’ultimo World Economic Forum di Davos è emerso che il cambiamento epocale dettato dall’Industria 4.0 porterà il 65% dei bambini oggi alle elementari a fare lavori che attualmente non esistono: per questo è indispensabile prevedere investimenti massicci in formazione e informazione.

Aldai-Federmanager sta andando in questa direzione con la formalizzazione tra gli altri di accordi con autorevoli Business School e Università, per assicurare ai propri associati un accesso preferenziale a formazione e informazione strategicamente distintiva e ponendo la massima attenzione al tema anche in ottica di 'dinamizzazione' della materia.

“Nell’Unione europea l’Italia continua a mantenere la seconda posizione per peso nel manifatturiero, con in testa la Germania: i dirigenti d’industria sono disponibili e si propongono per interagire con le istituzioni e con tutti gli attori interessati in ottica propositiva per promuovere e attuare processi di modernizzazione e di sviluppo del Paese”, conclude Villani.

 



AdnKronos

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Zarlatàn (de Zèneda) e (quasi) poeta. Carlo se la ride sotto i versi. Nonostante la...censura. Ha iniziato a scrivere versi per “salvarsi”. Ma anche perché, sin da bambino, provava una simpatia particolare per la poesia, che riusciva a imparare a memoria senza fatica. Col tempo, Carlo Piasentin ha fatto di un impulso giocoso una passione fondamentale. Eppure, in casa, ha sempre avuto un giudice severissimo: la moglie Cosetta. Che - ma questa è pura chiacchiera da salotto - lo ha sposato...per allegria

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