21 agosto 2019

Treviso

Allarme amianto? Arpav sotto accusa

Dopo gli incendi a Cordignano e a Treviso gravano sull'Arpav accuse di poca chiarezza. Oggi il vertice tra dirigenza della De Longhi e sindacati per la collocazione dei 500 dipendenti rimasti a casa.

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Mentre la prefettura, dopo il meeting con Arpav e Uls sul caso incendio De Longhi, sviluppatosi mercoledi' a ora di pranzo, garantisce che il rischio diossina non sussiste per i cittadini, incalza il sospetto della presenza nell'aria di particelle nocive di amianto, materiale del quale era composto il tetto della De Longhi andato a fuoco. I trevigiani continuano a rimanere perplessi e c'è anche chi, come il sindaco di Cordignano, sul fronte incendio Cordigomma, fabbrica di imbottiture situata nell'area industriale di Cordignano, distrutta dalle fiamme giovedì mattina, accusa l'Arpav di non aver ancora rilasciato i dati in merito alle eventuali sostanze tossiche sparse nell'aria. Lo stesso ministro della salute Livia Turco ha chiesto all'ente un dettagliato rapporto, in merito al caso De Longhi. Lo stato di allerta rimane elevato nelle cittadine coinvolte dalla nube di fumo. Nei comuni di Cordignano, Orsago, Godega, Vittorio Veneto, Colle Umberto, Cappella Maggiore, Fregona e Sarmede si consiglia di evitare di consumare frutta e verdura dei propri orti. Sul fronte occupazionale, invece, oggi si svolgerà un incontro tra sindacati e vertici aziendali della De Longhi per vedere quali misure mettere in atto per reimpiegare i 500 dipendenti rimasti senza lavoro.

 



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