08 dicembre 2019

Treviso

Allarme in municipio a Treviso, minacce recapitate al sindaco Conte

Lettera giunta in mattinata contenente polvere bianca e la scritta "The End". Indagano i carabinieri

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Allarme in municipio a Treviso, minacce recapitate al sindaco Conte

TREVISO Una lettera contentente una sostanza sospetta, simile a polvere bianca, con la scritta “The End” (la fine) indirizzata al sindaco Mario Conte è stata recapitata in municipio a Treviso questa mattina, lunedì 24 giugno.

Dopo che la lettera è stata aperta sono stati informati i carabinieri ed i vigili del fuoco arrivati imemdiatamente a Cà Sugana, dato si è ipotizzata la presenza di antrace.

L'allarme è scattato poco dopo le 10. La busta contenente la polvere è stata aperta da un impiegato dell'ufficio protocollo. In via precauzionale sette persone che lavorano in quell'ufficio sono state accompagnate dal 118 in ospedale per seguire una specifica profilassi. Le forze dell’ordine intervenute per mettere in sicurezza gli uffici comunali e tutelare i dipendenti che hanno maneggiato il pacchetto osno acnora al lavoro. In attesa dei risultati di laboratorio per chiarire l'origine della polvere, l'ufficio comunale è stato sigillato.

Municipio di Treviso

Del caso si stanno ora occupando i carabinieri, che hanno fatto scattare gli accertamenti per chiarire la circostanza e risalire all’autore della lettera. Intanto il sindaco Mario Conte ha commentato: "Sono in attesa di aggiornamenti. Ciò che posso dire in questo momento è che questi atti intimidatori non mi fanno paura. Mi auspico che questo clima di tensione si abbassi e si torni a parlare di politica e dei problemi del quotidiano in maniera più serena".

 

Solidarietà a Conte è stata espressa dal governatore del Veneto Luca Zaia. “Attentati a sedi di partito, minacce di morte reiterate sui muri, adesso anche la polvere bianca che richiama minacciosamente l’antrace. Tira una brutta aria per la libertà e la democrazia. Esprimo tutta la mia solidarietà al sindaco di Treviso, Mario Conte, e ai lavoratori del Comune che sono stati coinvolti in questo ennesimo fatto di criminalità - afferma Zaia -. E’ un atto di criminalità, e come tale va trattato senza che si ceda alla tentazione di derubricarlo a bravata o scherzo di cattivo gusto. Un atto grave anche perché va a colpire un sindaco, democraticamente e liberamente eletto dai cittadini, e quindi tutta la comunità di Treviso”.

"La minaccia è grave e non va sottovalutata a maggior ragione in una provincia come quella trevigiana in cui recentemente si sono rifatti vivi i fantasmi del terrorismo eversivo: mai sottovalutare questi fenomeni ma, contemporaneamente, mai cedere al vile ricatto. Diciamo forte e alto che sulla violenza prevalgono sempre la forza delle idee e della democrazia - il commento del presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti -. Non ci lasciamo intimidire e ci stringiamo attorno al sindaco Mario Conte per manifestargli non solo la nostra solidarietà ma l'impegno nel sostenerlo ed essere al suo fianco. I cittadini di Treviso sono con il loro sindaco, sono per la legalità, rifiutano i metodi mafiosi dell'intimidazione, della violenza e della sopraffazione: questi violenti non passeranno".

 

Anche la presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello, ed il direttore, Carlo Rapicavoli, a nome dell'associazione esprimono la loro solidarietà e vicinanza al sindaco del Comune di Treviso, Mario Conte per le minacce ricevute. "Da sindaco e da presidente di Anci Veneto - spiega Pavanello - condanno con fermezza un gesto che si commenta da solo. Si tratta di un episodio vergognoso e vile che nulla ha a che fare con i valori della nostra comunità. Questi gesti lasciano senza parole per la violenza e l'entità delle minacce e rischiano di inquinare il clima di confronto e di dialogo, da sempre, presente nei nostri territori e che noi sindaci rappresentiamo. Per questo serve una condanna ferma e condivisa senza se e senza". "Al sindaco Mario Conte va la nostra vicinanza e la nostra solidarietà - conclude la sindaca - e mi auguro che siano individuati presto i responsabili di un gesto ignobile ed inqualificabile".

 

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