13 novembre 2019

Conegliano

ALTRE 40 FAMIGLIE SENZA LAVORO

Non conosce tregua la crisi nel settore tessile

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Orsago – Schiacciata dalla concorrenza cinese e dalla crisi del settore tessile, dopo 50 anni d’attività chiude i battenti la Tifitess. Quaranta dipendenti senza lavoro. Un pezzo di storia del paese che scompare.

La notizia ha cominciato a circolare in paese già da qualche settimana e trova conferma dalle parole dei titolari che non lasciano speranze per i 40 dipendenti, al 31 marzo l’azienda sospenderà l’attività di tintoria e finissaggio tessuti nella sede di via Bocche di Sotto in zona industriale.

“Avemmo dovuto – spiega Paolo Dal Cin, uno dei titolari -, chiudere già il primo marzo, ma una nuova commessa ci ha fatto prolungare l’attività. Comunque a fine mese chiuderemo definitivamente. E’ stata una scelta sofferta, molto difficile, ma non avevamo alternative. O chiudiamo subito o rischiamo di perdere anche lo stabile”. Un’attività presente in paese dal 1960, che opera in uno stabile di 18 mila metri quadri, con tecnologie all’avanguardia in grado di lavorare al giorno 20 mila chilogrammi di tessuti, messa in ginocchio dalla crisi del settore tessile iniziata negli anni ’90 con le prime delocalizzazioni e dalla concorrenza estera, soprattutto cinese e turca: “Ormai tutti vanno in Cina dove ciò che noi produciamo a 10 viene prodotto a 0.5, o ancora meglio in Turchia dove i prezzi sono i più bassi in assoluto.

Naturalmente, parliamo di prodotti realizzati con regimi normativi totalmente diversi. A noi viene chiesto un rigoroso rispetto di leggi e regolamenti che inevitabilmente incidono sul costo. Per chi produce all’estero tutto questo non c’è”. Una situazione ormai nota che vede però giocare un ruolo determinante a quelle stesse multinazionali, un tempo clienti della Tifitess che oggi comprano in Cina: “Aziende, anche del nostro territorio, che firmano protocolli etici e si riempiono la bocca con principi di moralità produttiva e rispetto delle regole e poi vanno da chi non sa neppure cosa sia l’etica”. Nessun aiuto neppure dalle banche: “Non abbiamo debiti – continua Dal Cin -, ma le banche non ci prestano comunque soldi, come proprietà abbiamo fatto tutto il possibile con gravi perdite economiche. Ormai non possiamo più andare avanti e siamo costretti a chiudere”.

La famiglia Dal Cin ha cercato di fronteggiare la crisi fin da quando è iniziata. Gradualmente, in modo indolore con prepensionamenti e blocco del turn over ha ridotto i circa 90 dipendenti di qualche anno fa agli attuali 40. Con grandi sacrifici ha mantenuto l’occupazione lo scorso anno ma il permanere dei problemi ha costretto la proprietà a spegnere gli impianti. L’azienda ha già sottoscritto un accordo con i sindacati per i quaranta dipendenti che andranno in cassa integrazione e poi in mobilità. Nessuna speranza di una ripresa dell’attività con i Dal Cin o con nuovi proprietari: “Al momento – conclude il titolare -, vista la grave crisi che persiste nel settore, è impossibile fare una previsione.

Con la morte nel cuore a fine mese, dopo 50 anni, smetteremo di lavorare” Una chiusura che non sarà indolore per Orsago, moltissime le famiglie che dipendono da quest’attività. La maggior parte degli operai risiede in paese e ci sono anche coppie entrambe impiegate in azienda. “E’ una notizia che apprendiamo con grande dolore – commenta il sindaco Giancarlo Mion -, perchè viene a mancare una delle aziende storiche che hanno contribuito allo sviluppo e alla crescita del nostro paese. So degli sforzi compiuti dalla proprietà per evitare la chiusura e fa ancora più male vedere che non sono serviti a salvare la Tifitess. Spero ancora che per quest’attività importante per la famiglia Dal Cin ma anche per il paese possa esserci qualche speranza di ripresa”.

Milvana Citter

 

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