22 agosto 2019

Benessere

'Ama le tue gambe', maggio mese prevenzione malattia venosa cronica.

AdnKronos | commenti |

Roma, 16 apr. (AdnKronos Salute) - Dolore, gonfiore e pesantezza alle gambe non sono solo legati al caldo o a cattive abitudini di vita quotidiane, ma possono nascondere una patologia cronica che, se non trattata, peggiora nel tempo. E' la malattia venosa cronica (Mvc), patologia che coinvolge il sistema circolatorio e che peggiora se non trattata fin dalle prime avvisaglie. Un malattia, che colpisce 19 milioni di italiani, e si verifica quando le vene delle gambe non funzionano più in modo corretto e hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità. Per sensibilizzare la popolazione e invitarla a controllare lo stato di salute delle proprie gambe, prende il via la campagna "Ama le tue gambe", promossa da Servier, azienda leader nell’ambito delle patologie croniche, con la validazione e il supporto scientifico della Società italiana diagnostica vascolare (Sidv) della Fondazione italiana vascolare onlus (Fiv).

Per tutto il mese di maggio - riferisce una nota - chiamando il numero verde 800 042 650, sarà possibile fissare una visita gratuita con i medici della Sidv. Tutte le informazioni sulla campagna, sulla patologia e sulle regole della prevenzione saranno disponibili sul sito www.amaletuegambe.it e nelle principali farmacie italiane. I consigli per prevenire e curare questa patologia, che compromette fortemente la qualità di vita del paziente, sono stati definiti da un board di esperti della Sidv, della Simg e di Federfarma, e riassunti in un vademecum che contiene tutte le indicazioni pratiche sulla prevenzione, diagnosi e trattamento farmacologico della malattia.

Il consiglio degli esperti, dunque, è farsi controllare soprattutto prima dell’estate, periodo dell’anno in cui i sintomi si possono accentuare, in particolare in caso di familiarità, se durante il giorno si tende a stare molto in piedi fermi o seduti, se si è in sovrappeso e se ci si espone a fonti di calore.

"Dolore, gonfiore, bruciore alle gambe e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla malattia venosa cronica - spiega Pier Luigi Antignani, presidente Fiv e presidente onorario Sidv. Questa patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica. A queste prime avvisaglie si accompagnano gonfiore e pesantezza durante il giorno. A livello visivo i primi segni che si notano sulle gambe sono piccoli capillari in vista, di colore rosso o verdastro di circa 3 millimetri: non si tratta solo di inestetismi ma dei primi campanelli d’allarme delle branche varicose".

"Per malattia venosa cronica si intende ogni anormalità morfologica e funzionale che riguarda il sistema venoso, di lunga durata ed espressa da sintomi e segni che indicano la necessità di indagini o di cure - aggiunge Leonardo Aluigi, presidente della Sidv - Viene distinta dall’insufficienza venosa cronica, che è invece una fase più avanzata della Mvc e che si riferisce alle alterazioni emodinamiche del sistema venoso, che si manifestano con edemi, alterazioni della pelle e addirittura con le ulcere, nei casi più avanzati".

"Considerando che circa il 20% della popolazione soffre di Mvc, le richieste al medico di medicina generale sono numerose e non vanno assolutamente trascurate. Già i primi sintomi vanno presi in considerazione dal medico che in quel caso può prescrivere alcuni farmaci - precisa Ovidio Brignoli, Vicepresidente della Socità italiana di medicina generale (Simg)-. Anche l’indicazione di presidi adeguati è fondamentale come l’elastocompressione".

La malattia viene diagnosticata tramite una valutazione angiologica e se necessario con l’ausilio dell’ecocolordoppler che mette in evidenza sia una incontinenza del sistema venoso superficiale sia il diametro della vena. Per prevenire il peggioramento della Mcv si suggerisce di praticare attività fisica, indossare calze elastiche, evitare l’esposizione al calore eccessivo, limitare l’utilizzo di tacchi alti e ricorrere all’uso di farmaci con evidenze cliniche riconosciute dalle linee guida.

"Nei casi in cui è necessario intervenire, oltre alla terapia farmacologica si ricorre a una tecnica innovativa, la scleromousse - aggiunge Elia Diaco, angiologo e medico vascolare, esperto in terapia sclerosante, ecocolordoppler vascolare - una tecnica che si esegue in ambulatorio con iniezione di un liquido schiumoso che in pochi secondi sclerotizza, in maniera indolore ed irreversibile, tutte le strutture varicose e incontinenti. Questa tecnica nel 80-90% dei casi può efficacemente sostituire la tecnica tradizionale chirurgica di stripping e crossectomia in assenza di rischio chirurgico e di anestesia".

Ma anche il farmacista - si legge nella nota - ha un ruolo cruciale nel percorso del paziente con Mvc. Rappresenta, infatti, il primo punto di riferimento sul territorio: "Il farmacista - spiega Daniele Dani, farmacista e consigliere Federfarma - può rispondere alle richieste della persona che gli descrive i sintomi e può consigliare il presidio più adatto in base alle sue esigenze oppure indirizzarla verso il medico di medicina generale. Una volta che il paziente si è rivolto al proprio medico o allo specialista, il farmacista può fornire validi consigli e supportarlo nel suo percorso di aderenza alla terapia, per fare in modo che non la interrompa improvvisamente".

 



AdnKronos

Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×