09 dicembre 2019

Castelfranco

Amore, psiche e casatella

L’arte di Canova finisce nel piatto.

Emanuela Da Ros | commenti |

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Emanuela Da Ros | commenti |

Dussin Nereo, Chef

POSSAGNO – La (grande) cucina entra al museo. Per la prima volta un Piatto d’Autore prende il posto di un’opera d’arte. Confcommercio e il Gruppo Ristoratori di Marca ha promosso un’iniziativa lodevole: coniugare l’arte (di Canova, in questo caso) con l’arte della gastronomia, del buongusto, del cibo che si fa storia.

Undici chef, dopo aver partecipato a un minicorso di formazione, su Canova e la sua arte, hanno ideato un finger food (pietanza da degustare anche in piedi) basato sulla concezione estetica del grande scultore neoclassico e sulle ricchezze gastronomiche del territorio che ne hanno ispirato i capolavori. I piatti ispirati al Canova dei maestri gourmet dei ristoranti Albertini, Al Tronchetto, Ai sette nani, Da Domenico alle grave, Da Gerry, Dussin, El Toulà, Migò, Villa Castagna, Villa Razzolini Loredan in questi giorni sono stati valutati da una giuria di storici dell’arte, esperti di design, giornalisti e foodblogger.

“Canova – ha spiegato Mauro Cunial, presidente del Museo dedicato all’artista – era un buongustaio eclettico e curioso: amava assaggiare e degustare un po’ tutto, ma aveva delle preferenze. Delle abitudini alimentari documentate: mentre scolpiva masticava del pane ammorbidito in ciotole con tenenti olio vegetale e aceto; amava l’agro, oltre che il dolce; i formaggi erborinati, i farinacei, i funghi e le castagne. E poteva capitare di vederlo degustare un zaeto mentre lavorava col gesso.”

 

“Le informazioni sulle abitudini e attitudini alimentari di Canova – ha precisato la food designer Rosita Dorigo (presidente della giuria “L’arte nel piatto. A tavola con Antonio Canova”) – all’interno della manifestazione-concorso sono state affiancate ai criteri estetici dell’artista: la leggerezza, l’armonia, l’euritmia, la tensione costante a una bellezza classica nel senso più autentico del termine. E gli chef in gara, preparando i finger food, hanno dunque dovuto tenere conto sia degli aspetti artistici del Canova, che di quelli storici, con un’attenzione non secondaria al territorio, alle congruenze gastronomiche della Marca, e elaborare dei piatti che avessero un design “plastico”.”

 

Mauro Zardetto, regista della rassegna, e Paolo Fantin, presidente del Gruppo Ristoratori della Marca trevigina e titolare del ristorante Villa Castagna di Crocetta del Montello, hanno rigorosamente guidato il percorso competitivo, tra piatti, storia, cultura e arte. Il gran finale della manifestazione si svolgerà domenica 7 luglio nel patio della gipsoteca di Possagno. Una delle sei pietanze premiate avrà l’onore di essere esibita nella Sala Carlo Scarpa del museo Canova.

 



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Emanuela Da Ros

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