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19 febbraio 2018

Esteri

"E' anti Israele", Usa escono dall'Unesco

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Gli Stati Uniti hanno notificato all'Unesco la loro uscita dall'organizzazione. Lo ha riferito il direttore generale dell'agenzia culturale dell'Onu, Irina Bokova. Gli Usa accusano l'Unesco di essere "anti Israele".

In una dichiarazione diffusa dalla portavoce Heather Nauert, il dipartimento di Stato ha affermato che "la decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni americane per i crescenti arretrati dell'Unesco, la necessità di riforme fondamentali per questa organizzazione e il continuo pregiudizio anti israeliano all'Unesco". Gli Stati Uniti, ha aggiunto, "rimangono impegnati come stato osservatore non membro per contribuire con le opinioni, prospettive e competenze americane".

Il ritiro americano, precisa il dipartimento di Stato, sarà effettivo a partire dal 31 dicembre 2018. Bokova ha espresso "profondo rincrescimento" per la decisione di Washington. "L'Unesco non è mai stato così importante per gli Usa e gli Usa per l'Unesco", ha aggiunto, facendo riferimento alla crescita di terrorismo ed estremismo violento nel mondo.

Gli Stati Uniti avevano già lasciato una volta l'Unesco negli anni Ottanta, quando era presidente Ronald Reagan. Vi sono rientrati vent'anni dopo sotto George Bush figlio. Nel 2011, con Barack Obama, gli Stati Uniti avevano smesso di erogare finanziamenti all'Unesco nel 2011 per protestare contro l'ingresso della Palestina come stato membro dell'organizzazione. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) è stata recentemente criticata per una serie di risoluzioni controverse, dove venivano ignorati i legami storici e religiosi degli ebrei con siti a Gerusalemme ed Hebron.

 

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