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17 agosto 2018

Economia e Finanza

Ape Volontario ai blocchi di partenza: a luglio i primi assegni

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L'Ape volontario diventa sempre più vicino e in un solo mese sono arrivate ben 4.200 domande che dovrebbero portare a staccare i primi assegni, dell'importo medio di 925 Euro, per un impegno di risorse complessivo che sfiora i 173 milioni di euro.

 

L'analisi delle richieste che sono pervenute sul portale dell'Inps ha fatto emergere i seguenti dati: i finanziamenti individuali hanno in media una durata pari a 32 mesi ed un importo di poco sopra la soglia dei 40.000 €.

 

Cerchiamo di riassumere brevemente di cosa stiamo parlando. L’Ape è l’acronimo di Anticipo Pensionistico ed è, infatti, la misura finanziaria che concede a chi ha compiuto 63 anni e ha versato almeno vent'anni di contributi di andare in pensione anticipata con un finanziamento erogato dalle banche che hanno aderito all'accordo Inps-ABI. Si tratta di una delle misure varate dal precedente governo che mira a correggere gli svantaggi derivanti dalla legge Fornero. I contribuenti che hanno maturato i requisiti necessari, potranno andare in pensione con 43 mesi di anticipo percependo un assegno mensile. Il capitale dovrà essere restituito dal contribuente con rate mensili per un massimo di 10 anni, a partire dalla data della maturazione del requisito anagrafico reale, ovvero quando quest’ultimo diventa a tutti gli effetti un pensionato.

 

Ricordiamo che oggi sono diverse le operazioni che si rifanno a vere e proprie convenzioni stipulate tra banche, finanziarie e l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, come ad esempio la cessione del quinto per dipendenti pubblici o i mutui INPS. In relazione alle condizioni economiche applicate a quest'ultimi per l'acquisto di una casa è possibile consultare gli spread e tassi dei mutui Inps su Calcoloratamutuo.org.

 

Da sottolineare che comunque l’Ape ha un impatto lievissimo sulle finanze pubbliche, poiché i soldi che vengono dati al contribuente non sono, come abbiamo già detto, a carico dello Stato. Certo non possiamo non ricordare quanto difficoltosa sia stata la partenza della misura stessa, la quale, benché presente nella Legge di Bilancio del 2017, non è potuta essere operativa fino al mese scorso; speriamo che i ritardi accumulati nella prima fase vengano recuperati in quella relativa all'erogazione degli assegni che dovrebbero partire dal prossimo luglio.

 

I dubbi ora sono relativi alla nuova fase politica che stiamo vivendo, poiché nessuno sa se nel contratto di governo che è stato siglato tra Lega e Movimento 5 Stelle sia stata prevista la proroga dell'Ape volontaria, anche se il suo mantenimento non dovrebbe ostacolare i programmi della nuova legislatura. Certo bisogna anche considerare che se davvero la Legge Fornero dovesse venire cancellata, e l'età pensionabile dovesse, quindi, essere ridotta, questa misura potrebbe perdere quel fascino e quell’ attrattiva che ora possiede.

 

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