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23 giugno 2017

Nord-Est

Approvata la legge sul disturbo venatorio, sanzioni fino a 3600 euro

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VENEZIA - Con ventisei voti favorevoli, quattordici contrari e sei astenuti, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Pdl n. 182, presentato dal consigliere regionale Sergio Berlato (FdI-An-Mcr), che prevede la comminazione di sanzioni amministrative contro chi, intenzionalmente ed illecitamente, pone in essere azioni di disturbo contro l'attività venatoria e piscatoria. Le sanzioni possono arrivare fino a 3600 euro.

A fronte delle contestazioni mosse dall'opposizione e delle minacce ricevute in rete, il consigliere regionale veneto Sergio Berlato (Fdi-An-Mcr) aveva difeso difeso ieri, in una conferenza stampa a Palazzo Ferro-Fini, il progetto di legge: "Ci sono stati - ha spiegato - alcuni aspetti strumentalizzati, ma basta leggere la legge per capire che le sanzioni previste non colpiscono i bambini che camminano nei campi o chi fa un giro in bici, ma chi pone in essere intenzionalmente atti di ostruzionismo. E sottolineo che solo gli agenti di polizia possono applicare la norma, valutando l' intenzionalità o meno dell'azione. Ferma restando la possibilità di manifestare la propria contrarietà nei limiti della legge, così come l'attività di caccia e pesca è lecita se esercitata in questi limiti, l'obiettivo di questa legge è ben chiaro: intervenire su azioni, documentate in internet, in cui gruppi di criminali, che nulla hanno a che vedere con gli ambientalisti, spesso agiscono contro soggetti isolati, non solo verbalmente".

 

Berlato ha ricordato che ci sono leggi già approvate, come in Lombardia, Liguria e Francia, che trattano il fenomeno in maniera analoga "e probabilmente si aggiungeranno altre regioni, perché esistono gruppi ambientalisti estremi, che fanno violenze con incursioni vere e proprie".

 

"La scelta di applicare una sanzione amministrativa - ha aggiunto - è dovuta al fatto che, nel nostro Paese, la giustizia non è perfetta e la sanzione penale per la violenza privata in questi casi non è mai effettiva. Sostituendola con una sanzione amministrativa, si ridà certezza al diritto". Il consigliere ha respinto le accuse che la terza commissione, da lui presieduta, si occupi solo di caccia. "Su 113 provvedimenti licenziati - ha detto - solo otto, 5 sulla caccia e 3 sulla pesca, riguardano questi argomenti: si tratta del 7%, anche se si tratta di tematiche che spesso suscitano passionalità irrazionali che creano sensazionalismo".

 

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