16 dicembre 2019

Montebelluna

ARRESTO CARDIACO IN PALESTRA, SALVATO CON IL "FREEZER"

L'uomo è stato sottoposto ad un trattamento di ipotermia terapeutica che ha fatto scendere la sua temperatura corporea a 32° C

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ARRESTO CARDIACO IN PALESTRA, SALVATO CON IL

MONTEBELLUNA - Ridurre nel più breve tempo la temperatura corporea per salvare la vita a chi ha subito un arresto cardiaco: è quanto è stato praticato qualche settimana fa dall’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Valentino di Montebelluna, diretta dal dottor Moreno Agostini. Protagonista della vicenda un uomo di mezza età residente nell’Ulss 8 che aveva avuto un arresto cardiaco durante una seduta in palestra.

Immediatamente soccorso con un massaggio cardiaco da parte di uno dei presenti, era stato quindi defibrillato sul posto dagli operatori del pronto soccorso e quindi trasportato d’urgenza nella Rianimazione montebellunese. Qui i medici e gli infermieri non hanno perso un attimo ed hanno deciso di praticare quella che in termine tecnico è chiamata ipotermia terapeutica attraverso la quale la temperatura del paziente viene portata nel più breve tempo possibile ad un livello di 32° gradi allo scopo di ridurre i danni neurologici dell’arresto. Come? Attraverso una serie di trattamenti, con l’impiego di infusioni fisiologiche fredde e l’impiego di dispositivi freddi e ghiaccio applicati sul corpo del paziente.

“Fondamentale – spiega il dottor Agostini – che la riduzione della temperatura avvenga nel più breve tempo possibile. E’ dimostrato, infatti, che più rapida è la diminuzione, migliore è la prognosi del paziente”.

La temperatura a 32° è stata conservata, come prassi, per almeno 24 ore, dopodiché è stata avviata a procedura di riscaldamento in modo molto graduale. “Perché l’ipotermia sia efficace – continua il dottor Agostini – il recupero della temperatura deve essere lentissimo, con un aumento di mezzo grado centigrado all’ora circa”.

Terminata la procedura ipotermica e risvegliato il paziente è stato trasferito prima a Castelfranco per le opportune indagini a livello coronario e poi di nuovo a Montebelluna, presso la Cardiologia, dove gli è stato installato un defibrillatore. Quella dell’ipotermia terapeutica è una pratica innovativa utilizzata in pochi Centri di Rianimazione, seppure a Montebelluna sia impiegata già da qualche anno con esiti molto positivi come nel caso del paziente menzionato che già lo scorso venerdì 17 giugno è stato dimesso dall’ospedale montebellunese in buone condizioni di salute nonostante un arresto cardiaco.

 

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