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19 settembre 2018

Treviso

Arriva l’influenza, pronte 143mila dosi di vaccino

Nella Marca è scattata la campagna contro l’influenza stagionale

Isabella Loschi | commenti |

vaccino anti-influenza

Nella foto da sin: Pier Paolo Faronato, Marco Cadamuro Morgante e Francesco Benazzi

TREVISO - È partita la campagna di profilassi antinfluenzale. In provincia di Treviso sono state distribuite 143.300 dosi di vaccino ai medici di famiglia per poter coprire circa il 30% in più dei trevigiani vaccinati. Questo è l’obiettivo dell’Usl2 che ieri, con il direttore generale Francesco Benazzi il direttore sanitario Marco Cadamuro Morgante e Pierpaolo Faronato direttore dei servizi socio-sanitari dell’Usl provinciale, hanno inaugurato alla Madonnina la campagna vaccini sottoponendosi per primi al vaccino.

“La vaccinazione - ha ricordato Benazzi - è importante per prevenire l’influenza e, soprattutto, le sue complicazioni, in particolare per le persone con più di 65 anni e per quelle con patologie croniche”. “Abbiamo acquistato un maggior numero di vaccini perché la stima dell'attività vaccinale è cresciuta del 30% nel 2017 rispetto al 2016, per via dell'emergenza meningite e dell'applicazione della legge sull'obbligo vaccinale. Riteniamo che questo si rifletterà anche sulla vaccinazione antinfluenzale”. La vaccinazione può essere effettuata presso i medici di medicina generale o presso i Servizi  Igiene dell’Usl 2, fino al 31 gennaio.

La vaccinazione è gratuita per le persone che rientrano nelle seguenti categorie a rischio: le persone di età pari o superiore a 65 anni, le persone di età compresa tra i 6 mesi e i 65 anni affette da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, le persone in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, le donne che all’inizio della stagione epidemica saranno nel secondo o terzo trimestre di gravidanza e le persone di qualunque età ricoverati in strutture per lungodegenti. Potranno ricevere la vaccinazione gratuitamente anche i familiari delle persone gravemente malate. E’ raccomandata anche al personale sanitario e di assistenza non solo per la protezione individuale ma anche per garantire la sicurezza dei pazienti che potrebbero essere contagiati. La vaccinazione è inoltre indicata per gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e le altre categorie di lavoratori esposti quali le forze armate, le forze di polizia inclusa la polizia municipale, i vigili del fuoco e il personale della protezione civile, i  volontari dei servizi sanitari di emergenza, il personale di assistenza case di riposo, il  personale degli asili nido, di scuole dell’infanzia e dell’obbligo, il personale della pubblica amministrazione, personale che per motivi occupazionali è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

 



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Isabella Loschi

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