12 dicembre 2019

Nord-Est

Autonomia del Veneto: mancano intese su tributi e strade

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Autonomia del Veneto: mancano intese su tributi e strade

Mancano le intese su infrastrutture, energia, beni demaniali e culturali, ma soprattutto quella relativa al gettito e alle compartecipazioni fiscali, nella bozza di accordo fra Stato e Regione Veneto, che 'frenerebbe' il percorso di Autonomia. Il dato emerge dal documento, distribuito fra i parlamentari della Commissione Bicamerale per le questioni regionali, e pubblicato oggi dai quotidiani locali.

 

Una bozza di lavoro che tuttavia - apprende l'ANSA da fonti governative - è suscettibile di variazioni e sulla quale il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, sta ancora lavorando. Manca in particolare il via libera del Ministero delle Finanze sul sistema di compartecipazione ai tributi e l'autonomia tributaria, chiesta dal Veneto ad esempio per bollo auto e il recupero dell'evasione fiscale; silenzio anche sul coordinamento della finanza pubblica e sulla regionalizzazione delle Casse di risparmio.

 

Altre resistenze sono al capitolo sanità, per cui la Regione potrebbe gestire l'assetto istituzionale e l'organizzazione ospedaliera, i neolaureati in corsia e i ticket, con l'abolizione del superticket di 10 euro. Per le Infrastrutture, no alla regionalizzazione di linee ferroviarie locali, no al finanziamento del Tpl, no alla nomina regionale del presidente dell'Autorità portuale dell'Adriatico settentrionale.

 

Per Venezia il Governo è favorevole a trasferire le potestà dell'ex Magistrato alle Acque ma non la 'cabina di regia' per il Mose. Non c'è infine intesa sui capitoli dell'energia, del demanio marittimo e idrico e infine per i beni culturali.

 

"Il 15 febbraio era un termine dato dal presidente del Consiglio per il confronto tecnico, posso dire che sul piano tecnico c'è tutto, oggi abbiamo una bozza. Ci sono dei punti sui quali non c'è ancora l'accordo però io sono un inguaribile ottimista e penso che alla fine troveremo un accordo, anche perché non è una richiesta di Luca Zaia, per quanto riguarda il Veneto, ma una richiesta di più di 2 milioni di veneti e ricordo che le due forze di governo, Lega e Cinquestelle, hanno sostenuto il referendum per il 'sì', hanno sottoscritto l'autonomia nel contratto di governo e lo hanno ribadito in più occasioni che l'autonomia si doveva fare". Lo ha sottolineato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni.

 

"In Costituzione c'è scritto che una regione può chiedere le 23 materie - ha precisato -  e c'è anche l'elenco delle 23 materie. Noi abbiamo fatto un referendum sulle 23 materie e continuiamo a chiedere le 23 materie, siamo a disposizione per un'intesa: Roma non deve prevaricare il Veneto e il Veneto non deve prevaricare Roma. Soluzioni annacquate non le sottoscriviamo". Relativamente ai dubbi sollevati da alcuni territori sulle possibili sperequazioni in tema di sanità, il governatore ha spiegato che "azzoppare chi è bravo per fare in modo che ci sia un'equa divisione del malessere non è una vera soluzione. La vera soluzione è aiutare chi ha difficoltà a crescere e ad arrivare a livelli qualitativi dignitosi, pensare di penalizzare chi produce perché qualcun altro non ce la fa direi proprio di no. Nessuno vuole abbandonare nessuno in giro per l'Italia", ha concluso Zaia.

 

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