15 novembre 2019

Nord-Est

Autonomia: ecco la legge del Veneto, chiede 23 materie e 9/10 delle tasse

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VENEZIA - Ventitre materie. Nemmeno una in in meno rispetto alla possibilità di contrattazione stabilita dal comma III dell'art.116 della Costituzione. Il progetto di legge della Regione Veneto sull'autonomia differenziata approvata ieri punta a tutto il 'pacchetto'. Con l'aggiunta della domanda più difficile: trattenere a Venezia i 9/10 del gettito fiscale, cioè le risorse che lo Stato gestisce per amministrare queste stesse materie sul territorio.

 

Somma stimata in circa 18,5 miliardi. Dell'insieme delle 23 materie, 20 sono quelle concorrenti, tre sono poteri esclusivi dello Stato (giustizia di pace, istruzione e tutela dell'ambiente e dei beni culturali). I 20 temi 'concorrenti' sono: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

 

Anche con l'autonomia, al Veneto rimarrebbe la compartecipazione al debito pubblico nazionale che, secondo i calcoli della Regione, è stimabile in circa 128 miliardi di euro (l'82,4% del Pil regionale). Secondo il progetto di Zaia, basterebbero 8 anni al Veneto per 'liberarsi' della propria quota parte di debito pubblico, grazie al proprio residuo fiscale di 15,4 mld di euro annui. Per la trattativa Luca Zaia ha individuato un team di otto esperti (nessun politico) provenienti dall'Università e dagli stessi uffici regionali.

 

Da parte sua il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari regionali, Gianclaudio Bressa, ha predisposto un'analoga squadra in cui figurano tre veneti, due docenti universitari, e l'ex sindaco di Venezia e ministro dei Trasporti, Paolo Costa. 

 

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