21 novembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Azienda di Valdobbiadene rinuncia al nome "Prosecco"

Zanette, presidente della Doc: "Ok, ma c'è modo e modo"

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VALDOBBIADENE - "La Denominazione Conegliano - Valdobbiadene Docg ha tutto il diritto di decidere del proprio nome, ovviamente anche di rinunciare al termine Prosecco. Quel che trovo inspiegabile è che nel fare questo passaggio tenda a denigrare il lavoro degli altri, della Prosecco doc in particolare, che invece ha lavorato con impegno e - dati alla mano - ne ha sostenuto lo sviluppo. La produzione Conegliano Valdobbiadene Docg è infatti passata dai 60 milioni del 2009 agli oltre 90 milioni di bottiglie attuali. Quindi la crescita della Doc in questi 10 anni, ha favorito anche la Docg sia in termini di volume che di valore”.

 

Sono parole di Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, dopo la diffusione della nota stampa con cui un'azienda vinicola di Valdobbiadene ha spiegato le ragioni per cui dalla sua etichetta, dal packaging e dalla comunicazione commerciale, tradizionale e via web, è stata tolta la dicitura "Prosecco".

 

Si tratta dell'azienda vinicola "Col Vetoraz", di Valdobbiadene, che ha spiegato con una nota le ragioni che l'hanno indotta, già due anni fa, a togliere da etichette e confezioni la dicitura "Prosecco" conservando solo quella territoriale "Valdobbiadene Docg", motivando la scelta con la confusione cresciuta negli ultimi anni intorno al vino veneto. "Oggi - evidenzia l'enologo Loris Dall'Acqua, fra i fondatori della azienda e presidente della Confraternita di Valdobbiadene per la tutela della Docg - la nostra immagine e la percezione della nostra denominazione è alienata dalla presenza di cinquecento milioni di bottiglie di prosecco generico privo di storia e di vocazione territoriale. Il grande sistema Prosecco sta fagocitando la denominazione Conegliano Valdobbiadene per banalizzare le colline di quest'area a semplice cartolina d'immagine". Da qui la scelta di Col Vetoraz di rimuovere la dicitura "Prosecco", operazione che, negli ultimi due anni, non avrebbe prodotto ripercussioni nella platea dei propri clienti storici.

 

Zanette risponde anche alla Confraternita di Valdobbiadene che, nelle scorse settimane, aveva avviato una petizione fra i produttori della Docg attraverso la quale chiedere lo scorporo della "Conegliano Valdobbiadene Docg" dal "sistema Prosecco”. Per il presidente della Doc tale posizione avrebbe potuto essere assunta "anche 10 anni fa, con maggior coerenza. In ogni caso uscire in modo così polemico sembra un’ accusa a chi invece ha lavorato con impegno per il bene comune, di tutto il sistema Prosecco".

 

'Approfitto anche per rispondere all’appello del presidente del Veneto Luca Zaia - conclude Zanette - confermando quanto il Decreto del 2009 abbia portato solo vantaggi al territorio. Di ciò va dato merito alla volontà di tutta la filiera e soprattutto all’allora Ministro Zaia che con il suo provvedimento ha favorito la valorizzazione del nostro territorio, la tutela del nostro Prosecco e la possibilità di far meglio conoscere e apprezzare entrambi in tutto il mondo’.

 

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