20 settembre 2019

Treviso

Baby gang pesta bagnini, scende in campo la Questura per tutelare i turisti

Il sindaco Zoggia: "Nessuno deve sentirsi in diritto di macchiare la reputazione e l’immagine della nostra città"

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JESOLO - Gli incidenti innescati ieri sulla spiaggia di Jesolo da una baby-gang di minorenni composta anche da trevigiani, che ha aggredito alcuni bagnini, potrebbero portare a un nuova giro di vite della Questura verso i protagonisti di episodi di violenza giovanile, sui quali la polizia è particolarmente attiva a Venezia.

 

Il Questore Maurizio Masciopinto sarà a Jesolo venerdì prossimo per presiedere una riunione operativa, in commissariato, e per mettere in campo tutte le iniziative per il contrasto di fatti di criminalità che possano turbare la sicurezza dei cittadini e dei turisti che si recano in questa località e altre stazioni balneari del veneziano.

 

Masciopinto incontrerà tutte le rappresentanze di operatori che gestiscono le attività destinate all'ospitalità, ed è probabile che annunci l'adozione di "misure molto severe", come già avvenuto da quando il titolare della questura veneziana si è insediato in città. In questi ultimi mesi sono stati infatti molti i provvedimenti interdittivi personali disposti dal questore nell'ambito delle misure di prevenzione, a carico di appartenenti alle cosiddette baby-gang.

 

"Ci lascia un profondo senso di amarezza" ha commentato il sindaco della cittadina, Valerio Zoggia. "Si tratta di un gesto che in qualità di sindaco condanno con forza e che non può essere tollerato in alcun modo - ha proseguito - la provocazione e la violenza non fanno parte del dna di Jesolo e dei suoi cittadini e nessuno deve sentirsi in diritto di macchiare la reputazione e l’immagine della nostra città".

 

Mentre Federconsorzi, nella persona del presidente Renato Cattai, ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile perché siano applicate "pene severe", il il primo cittadino Zoggia ha poi spiegato che serve maggiore educazione: "Come sindaco e ancor più come padre, sono convito che debba arrivare una risposta univoca da parte dell’intera società. Dalle famiglie, che sono chiamate per prime ad avere la responsabilità nell’educazione e nella formazione, le quali devono essere affiancate e sostenute dalla scuola, dalle parrocchie e da tutti quei soggetti che a vario titolo entrano in contatto con i giovani". Infine, l'auspicio che si crei "una rete comune a tutti, famiglie e istituzioni".

 

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