14 novembre 2019

Ballottaggio a Venezia, Casson-Brugnaro sfida finale

Chiusura a Mestre, 'caccia' all'ultimo voto

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VENEZIA - Un aperitivo per Felice Casson, dopo un comizio in piazza Ferretto assieme al neo presidente della Puglia ed ex sindaco di Bari Michele Emiliano; una grigliata per Luigi Brugnaro, dopo un incontro nella stessa piazza, a Parco San Giuliano, oasi verde sulla laguna e 'cerniera' tra Venezia e terraferma.

I due sfidanti a sindaco di Venezia - quella che vuole uscire dal buio dello scandalo Mose - hanno scelto la terraferma, una realtà tormentata dalla questione sicurezza ma anche grande serbatoio di voti, per concludere una campagna elettorale fatta di fair play e rapide punzecchiature, di sorrisi con strette di mano e improvvise note polemiche. Un esempio? Da una parte la critica mossa a Casson di avere dalla sua i centri sociali; dall'altra, i richiami a possibili conflitti d'interessi in caso di elezione di Brugnaro. Adesso, però, la partita si gioca domenica nelle 256 sezioni elettorali per il ballottaggio e non sono previsti pareggi.

Per il senatore del Pd c'è da capire se sarà riuscito a trovare voti tra gli elettori di M5s. Da vedere se avranno fatto effetto sugli elettori i richiami a una discontinuità con il passato, a questioni come 'trasparenza e onestà', o la sua scelta di non chiudere alleanze partitiche per dare corpo al vantaggio del primo turno (38% dei consensi), ma di tentare la strada degli "apparentamenti solo con i cittadini per conquistare chi non ha votato". E chi ha disertato le urne è stato pari al 41%.

Il rapporto con i cittadini è uno dei punti chiave anche della campagna di Brugnaro, imprenditore senza tessere politiche che ha deciso di scendere in campo meno di cento giorni fa contro quello che ha definito "il partito dei no". "Ho sempre detto, lo confermo e lo ribadisco - ha ricordato - che io il patto lo faccio esclusivamente con i cittadini e soltanto per loro metto la mia faccia". Dalla sua, in queste due settimane, Brugnaro ha raccolto l'appoggio della Lega e dell'ex presidente della provincia Francesca Zaccariotto, con un bagaglio complessivo al primo turno attorno al 25%. Un bel pacchetto di voti potenziali che spera di unire a quel 28% del primo turno. L'imprenditore-sportivo (è a capo della società Reyer in A di pallacanestro) è alla guida di una civica, ma sul piano dei simboli, e non solo, la sua vittoria significherebbe la fine del decennale 'governo' del centrosinistra a Ca' Farsetti.

Sul piano dei temi forti, l'accento comune proprio alla sicurezza, un argomento che di questi tempi può spostare una marea di voti. Casson ha detto che terrà la delega e aprirà le porte degli uffici della polizia municipale per mettere sul campo un centinaio di vigili in più; Brugnaro ha annunciato ordinanze contro gli accattoni di professione, vigili in strada H24 e, tra l'altro, la realizzazione di un nucleo di pronto intervento e una centralina operativa di controllo. Intanto, a seguire le cronache cittadine, slitta la data di conclusione del Mose, dal 2017 al 2018.

 

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