22 settembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

I bambini delle elementari devono portarsi la carta per le mani da casa

L'iniziativa della scuola primaria “Papa Luciani” di Solighetto, oggi mal tollerata da alcuni genitori

Claudia Borsoi | commenti |

PIEVE DI SOLIGO - Nella scuola primaria “Papa Luciani” di Solighetto i bambini si portano la carta per le mani da casa. Un’abitudine, che fa parte di un progetto educativo scolastico, che va avanti da anni, ma che è oggi mal tollerata da alcuni genitori.

 

«Da quando mia figlia ha iniziato la prima elementare persiste sempre lo stesso problema e sinceramente ora mi sono stufato – afferma un papà -. Nella scuola di Solighetto gli alunni non hanno a disposizione la carta asciugamani. E la maestra referente chiede al rappresentante di classe di rivolgersi ai genitori di ogni singolo alunno, affinché compri i rotoloni di carta per portarli in classe».

 

E quando un alunno va al bagno, gli viene consegnato un pezzo di carta. «Mi è stato garantito dall’amministrazione comunale che ad inizio anno scolastico viene consegnato alla scuola un pallet di carta e quindi la carta ci deve essere – sottolinea il genitore -. O il Comune o la scuola ci stanno prendendo in giro».

 

«Non abbiamo mai fatto mancare nulla alla scuola primaria di Solighetto, come pure alle altre di Pieve di Soligo» puntualizza il sindaco Stefano Soldan. «La questione che i bambini debbano portarsi da casa la carta per le mani appartiene ad un progetto educativo di questa scuola – precisa il primo cittadino -. Alla “Papa Luciani” un tempo c’era l’usanza che ogni alunno si portasse da casa un asciugami, da usare ogni volta che ne aveva bisogno. Poi la gestione di questi asciugami è diventata complessa e si è optato per la loro sostituzione con un rotolo di carta usa e getta. E a turno un bambino porta un rotolo a scuola». Il sindaco ricorda poi che questo progetto fa parte delle iniziative dell’autonomia scolastica.

 

«Il fatto che alcuni genitori si lamentino – conclude Soldan –, presumo sia perché o non condividono il progetto, o non si sono adeguatamente informati partecipando alle riunioni o non hanno capito lo spirito dell’iniziativa».

 



Claudia Borsoi

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