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21 agosto 2017

Montebelluna

Banche venete in Bce. Ue, rapidità su aiuti Stato

Viola, salvi solo con fusione e soldi pubblici

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MONTEBELLUNA - Lungo incontro a Francoforte tra la vigilanza della Bce e gli amministratori delegati di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Fabrizio Viola e Cristiano Carrus, impegnati nel tentativo di salvare i due istituti negoziando con la stessa Bce e con la Commissione Europea l'accesso agli aiuti di Stato e l'approvazione di un piano industriale che contempla la fusione, considerata l'unica strada per evitare il bail in o, peggio ancora, la liquidazione.

Del contenuto dell'incontro, su cui nulla è trapelato, Viola e Carrus relazioneranno domani nei consigli delle due banche, convocati anche per rispondere alla richiesta della Dg Comp (l'Antitrust europeo) sulle modalità di rimborso della nuova tranche di bond garantiti dallo Stato che Bpvi e, probabilmente anche Veneto Banca, hanno chiesto di poter emettere (a Vicenza servono 2,2 miliardi) così da fronteggiare la crisi di liquidità generata dall'emorragia di depositi.

 

"La Commissione Ue è in contatto con le autorità italiane e la Bce su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, per far avanzare il processo di notifica il più rapidamente possibile": ha assicurato un portavoce della Commissione, ricordando che la Dg Comp (l'Antitrust europeo) ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole in materia di aiuti di Stato. La cui concessione - ad alto tasso di incertezza - presuppone che le banche siano solventi e che i soldi pubblici non vengano utilizzati per coprire perdite pregresse o prevedibili, come ha ricordato ieri il Tesoro.

 

"L'unica soluzione per il risanamento ed il rilancio delle due banche è un'operazione di fusione che dia vita ad una banca più forte, sana, efficiente" in grado "di attrarre capitali privati, necessari per rimborsare l'intervento statale" ha detto l'amministratore delegato della Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, in un'intervista al Messaggero, senza risparmiare una stoccata alle autorità europee ("la tempistica con la quale si affrontano le crisi bancarie in Europa deve essere accorciata" perché "l'incertezza crea danni enormi") e lasciando intendere un suo possibile disimpegno una volta concluso il tentativo di salvare le banche venete ("tanto l'azionista quanto il sottoscritto dovranno fare le loro valutazioni").

 

Un appello a fare "molto presto" è arrivato anche dal presidente di Bpvi, Gianni Mion: "Spero che la fusione tra Popolare di Vicenza e Veneto Banca sia possibile entro fine anno" ha detto dalle colonne del Corriere Veneto. Anche alla luce della situazione drammatica in cui si trovano le due banche "le decisioni, il sì o il no, devono arrivare molto rapidamente".

 

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