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30 aprile 2017

Banche Venete: chiuse transazioni soci, fiducia su Ue

Mion, passaggio fondamentale. Viola, no macelleria sociale

MONTEBELLUNA - Le banche venete chiudono il capitolo della transazione con i soci e voltano pagina, con gli occhi ora puntati a Bruxelles per il via libera alla ricapitalizzazione preventiva. I Cda dei due istituti hanno deliberato la rinuncia alle condizioni sospensive sulla soglia minima (80%) e di procedere quindi ai pagamenti ai soci che hanno rinunciato a controversie legali: Popolare di Vicenza verserà 192,8 milioni ai 66.770 azionisti aderenti, in possesso del 68,7% delle azioni oggetto dell'offerta di transazione. Veneto Banca pagherà 248,5 milioni ai 54.374 azionisti aderenti, portatori del 67,6% delle azioni coinvolte.

 

"E' stato comunque un risultato molto soddisfacente", ha commentato il presidente della Vicentina Gianni Mion. "E' stato un passaggio fondamentale per il futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e per il futuro della nuova banca - ha detto l'A.d Fabrizio Viola -. Ci sono ancora diversi scogli da affrontare ma essere riusciti a portare a termine una operazione complessa e unica nel panorama bancario italiano è certamente motivo di soddisfazione e un segnale forte che la strada intrapresa è quella giusta".

 

Quanto al futuro, l'istituto "ha superato un primo esame scritto, venir considerata solvibile dalla Bce, per essere ammesso all'esame al Dg Comp" la Direzione generale concorrenza, ha sottolineato Mion. "Se passiamo questo esame prodromico per l'ingresso dello Stato nelle banche" potremo "finalmente cominciare a lavorare al piano" e "nutriamo speranza di passare anche l'esame orale". Rispetto alle trattative con la Ue, Viola ha chiarito che "l'interlocuzione con le autorità europee è seria, costruttiva. L'obiettivo è arrivare a risultati in tempi brevi. Oggi è assolutamente prematuro arrivare a numeri e tempi". Sui possibili esuberi delle due banche, ha spiegato poi Viola, "l'obiettivo è non fare macelleria sociale".

 

"Ci deve essere la disponibilità di sindacati e lavoratori di comprendere che la situazione è molto grave e quindi fare tutti quanti importanti sacrifici perché queste due banche unite possano riprendere a svilupparsi". L'A.d di Veneto Banca Cristiano Carrus ha parlato di tempi "ristretti, oltre l'estate sicuramente no", perché anche l'istituto di Montebelluna, come già quello di Vicenza, vada avanti sull'azione di responsabilità verso la gestione passata. E ha previsto "tempi molto molto stretti" per la cessione Bim. Per la Vicenza restano intanto da capire gli sviluppi dello scontro con la Cattolica per il divorzio sulla bancassicurazione.

 

Viola ha rinviato a un Cda dell'istituto sul tema giovedì, senza dare anticipazioni sul destino del 9% della compagnia rimasto alla popolare dopo il collocamento del 6% nei giorni scorsi. Il manager si è comunque detto convinto che "le cose migliori si fanno fuori dai tribunali" e "questo è l'auspicio che mi faccio anche per Cattolica. Non sono un litigioso: le liti si portano avanti per anni e non ingrassano le tasche di nessuno dei due contendenti".

 



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