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19 ottobre 2017

Montebelluna

Banche venete verso aiuti di Stato. Bce, sono solvibili

Vertice a Bruxelles scongiura bail in. Montebelluna perde 1,5mld

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MONTEBELLUNA - Svolta in Europa nella trattativa sul salvataggio delle banche venete. La Bce ha giudicato solvibili la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, riconoscendo la sussistenza di uno dei requisiti fondamentali per l'accesso agli aiuti di Stato, chiesti dalle due banche lo scorso 17 marzo per scongiurare il rischio di un bail in. La vigilanza della Bce avrebbe anche determinato il fabbisogno di capitale degli istituti, calcolato in modo automatico sulla base dei risultati raggiunti nello scenario avverso dello stress test dello scorso luglio. Il dato dovrebbe essere stato già comunicato a Bankitalia e al Tesoro, che provvederà a girarlo alle banche. Nel loro piano industriale, che prevede una fusione entro l'anno, Bpvi e Veneto Banca avevano calcolato un fabbisogno di capitale di 4,7 miliardi, che qualcuno non esclude lievitare poco sopra i cinque miliardi.

 

La svolta, dopo settimane trascorse nell'incertezza, è arrivata nel giorno di un incontro a Bruxelles tra alti rappresentati dalla Dg Comp, della Bce, del Tesoro e di Bankitalia. "Sulla situazione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono in corso discussioni costruttive" ha commentato un portavoce della Commissione. "Tutti sono seduti attorno al tavolo con l'obiettivo di arrivare ad una soluzione comune che sia efficiente, sostenibile e nell'interesse della stabilità finanziaria. Siamo fiduciosi che una soluzione su queste basi possa essere trovata nelle prossime settimane". Di riunione "molto costruttiva" hanno parlato anche fonti del Mef, fiduciose che in tempi rapidi possano superati tutti gli ostacoli che separano Veneto Banca e Bpvi dagli aiuti di Stato. Mentre una fonte a conoscenza della riunione, parlando con l'ANSA, l'ha definita "molto positiva e fruttuosa". "Il fatto stesso della riunione - ha spiegato - lascia presumere che, da parte di Francoforte, si sia ritenuto di poter andare avanti. Il prerequisito è infatti la solvibilità".

 

A questo punto il rischio bail in sembra scongiurato (anche il divieto di coprire perdite pregresse e prevedibili e l'esigenza di tutelare la stabilità finanziari dovrebbero essere riconosciuti) anche se le banche dovranno comunque mettere a punto con la Dg Comp un piano industriale che consenta il ritorno alla redditività e l'uscita dello Stato nel medio termine. I due istituti, guidati nel percorso a ostacoli del salvataggio dall'a.d della Vicenza, Fabrizio Viola, e da quello di Veneto Banca, Cristiano Carrus, e soprattutto le migliaia di dipendenti e le loro famiglie sembra dunque possano tirare un sospiro di sollievo, anche se la Commissione Ue probabilmente detterà condizioni molto dure sul fronte del taglio dei costi.

 

La situazione delle banche è infatti critica: dopo gli 1,9 miliardi di rosso registrati dalla Vicenza la scorsa settimana, oggi è stata Veneto Banca ad approvare i conti 2016, chiusi con una perdita di 1,5 miliardi (quasi il doppio del 2015) e requisiti patrimoniali sotto la soglia srep della Bce. Anche per Montebelluna le incertezze sul salvataggio e gli scandali legati alle precedenti gestioni si sono tradotti in una fuga dei depositi (-17,8% la raccolta diretta nel 2016) e nella necessità di chiedere, dopo i 3,5 miliardi emessi a febbraio, nuovi bond garantiti dallo Stato per 1,4 miliardi di euro allo scopo di fronteggiare l'ulteriore emorragia di depositi registrata a marzo.

 

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