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24 maggio 2018

Vittorio Veneto

Barazza: "Se eletta in Parlamento rimango vice sindaco. Più vantaggi sul territorio"

L'intervista alla candidata Pd alla Camera

Roberto Silvestrin | commenti |

intervista mariarosa barazza

CAPPELLA MAGGIORE - Come potrebbe cambiare la vita di Mariarosa Barazza, se dovesse essere eletta in Parlamento? L’attuale vice sindaco di Cappella Maggiore, già primo cittadino e ora candidata Pd alla Camera per le elezioni del 4 marzo, ha accettato di rispondere alle nostre domande, che hanno sondato soprattutto gli aspetti “pratici” e quotidiani di questa campagna elettorale e del suo futuro.

 

Perchè ha deciso di candidarsi?

E’ l’esito del mio percorso amministrativo di sindaco di Cappella Maggiore e di presidente dell’Associazione comuni della Marca. E’ anche una buon occasione per mettersi a servizio di una comunità più ampia.

 

Come giudica fino ad ora questa esperienza?

Fare l’amministratore è qualcosa che sento dentro, mi dà soddisfazione. Non è facile, ma di sicuro è stimolante.

 

Se dovesse essere eletta, qual è la prima cosa che farebbe in Parlamento? Qualcosa a cui non rinuncerebbe, e che eventualmente porterebbe alle sue dimissioni, se non venisse realizzata…

Non c’è tanto un tema, non voglio partire con un’idea fissa. Voglio essere un punto di riferimento per la Sinistra Piave. L’obiettivo è portare a Roma le esigenze e i temi che hanno bisogno di risposte, come quelli dell’impresa e del lavoro. E poi riportare i risultati su questo territorio. Mi chiedete delle dimissioni? Ecco, se dovessi allontanarmi o essere allontanata troppo dal mio territorio: questo sarebbe incompatibile col mio ruolo.

 

Questo punto apre un’altra questione. Si trasferirebbe a Roma in caso di elezione?

L’attività parlamentare si svolge soprattutto nei giorni centrali della settimana. In quei giorni starei a Roma, magari dal lunedì al giovedì.

 

E rinuncerà alla carica di vice sindaco?

No. Non credo sia incompatibile, anzi è un rinforzo. Avere un piede negli alti livelli istituzionali aiuta ad amministrare meglio qui. Essere vice sindaco richiede peraltro meno impegno rispetto all’essere primo cittadino: ma mi terrebbe radicata qui, portando maggiori risultati.

 

 

Passiamo al lato economico, ora. Quanto le è costata o le costerà questa campagna elettorale?

La campagna non è ancora chiusa, ma possiamo parlare di circa 10mila euro al massimo.

 

E come funziona?

C’è l’autofinanziamento, poi una parte viene messa di tasca propria, parte viene raccolta con iniziative ed eventi, una somma la mette anche il Pd regionale. Va ricordato che non c’è nessun finanziamento pubblico. Ma c’è anche tanto volontariato, e voglio ringraziare chi mi sta dando una mano.

 

Adesso veniamo ad una questione molto dibattuta. Cosa ne pensa dell’equazione migranti = risorsa?

E’ un tema ostico. I migranti devono diventare una risorsa. Il problema però viene prima: chi ha diritto di rimanere qui? Chi rimane poi deve essere messo in condizione di entrare nella comunità. Altrimenti diventa un pericolo, e non una risorsa. Come favorire allora l’integrazione? Loro devono rispettare le regole e adeguarsi al sistema, ma sono persone e così vanno trattate. Prima di tutto va trattata la questione sicurezza: grandi ammassamenti in piccole realtà non sono tollerabili. Poi bisogna rivedere anche le regole a livello europeo. Bisogna magari tentare di non farli partire, dando loro possibilità di vita concrete dove vivono. E chi non ha il diritto di stare qui deve rientrare nel luogo di provenienza.

 

Facciamo un esperimento. E’ il 5 marzo e lei non è stata eletta...

Mi prendo qualche giorno di riposo, e poi torno al mio lavoro di avvocato.

 

E se invece va tutto come sperato e diventa parlamentare?

Dovrò riorganizzare tante cose, soprattuto il lavoro. Il resto si concilia più facilmente. Nella vita, del resto, è bello cambiare.

 



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Roberto Silvestrin

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