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20 maggio 2018

Rugby

Bernabò dice basta

"Non potevo chiedere di più, la mia carriera è stata un’avventura straordinaria. Il rugby mi ha dato moltissimo, in campo e fuori"

Rugby

Valerio Bernabò

TREVISO - Il Cammello ha finito il suo lungo viaggio. A trentaquattro anni Valerio Bernabò, seconda linea romano classe 1984, per tutti “Cammellone”, saluta il rugby giocato, chiudendo una carriera iniziata con biancoceleste della Lazio Rugby, proseguita a Calvisano, caratterizzata da un breve rientro nella Capitale con la Rugby Roma, da una parentesi a Brive nel Top14 e da otto stagioni nel Guinness PRO14, equamente divise tra il biancoverde della Benetton Rugby e il bianconero delle Zebre Rugby Club, con oltre cento apparizioni nel torneo celtico.

Nel mezzo, tanto azzurro: quello delle Nazionali juniores, dell’U21 di cui è stato capitano nel 6 Nazioni e nel Mondiale di categoria del 2005, dell’Italia “A” – anche qui, in più di un’occasione, da capitano – e della Nazionale maggiore, con cui ha esordito giovanissimo nel 2004 a Biella contro gli Stati Uniti, lanciato dall’allora CT John Kirwan, atleta numero 569 a vestire la maglia dell’Italrugby.

In totale, per Bernabò, 33 caps sparsi lungo una carriera internazionale durata 12 anni, con due convocazioni nel gruppo azzurro per le Rugby World Cup del 2007 in Francia e del 2015 in Inghilterra, mancando di un soffio quella neozelandese del 2011.

“Non potevo chiedere di più, la mia carriera è stata un’avventura straordinaria. Il rugby mi ha dato moltissimo, in campo e fuori. Ho visto il mondo, affrontato grandi atleti, conosciuto uomini, donne e bambini eccezionali.

Soprattutto, ho avuto modo di vivere esperienze indimenticabili, come quelle dei Mondiali e del 6 Nazioni del 2007, il mio primo. E’ veramente il più grande Torneo del nostro sport, ed ha un grande valore per tutto il nostro movimento” ha dichiarato Valerio Bernabò annunciando il proprio ritiro.

“La vittoria sulla Scozia nel 2007 e il percorso che mi ha portato a far parte del gruppo per la RWC 2015 restano tra i ricordi più intensi della mia esperienza in azzurro.

Ringrazio tutti i CT che mi hanno dato un’opportunità per vestire la maglia della Nazionale, la Benetton Rugby e le Zebre Rugby Club per avermi dato la chance per giocare sino alla fine della mia carriera in una manifestazione di alto livello come il PRO14, tutti i Club di cui ho avuto l’onore di vestire la maglia ed i compagni di squadra con cui ho condiviso ricordi indelebili.

A trentaquattro anni, è tempo di guardare avanti: a breve completerò gli studi universitari e non vedo l’ora di iniziare una nuova carriera, portando nel mondo del lavoro gli insegnamenti che il nostro sport, credo come pochi altri, sa offrire”.

“A nome di tutto il Benetton Rugby, tengo a rivolgere un ringraziamento speciale a Valerio per tutto ciò che ha dato alla nostra società nelle prime quattro stagioni celtiche durante le quali ha indossato i nostri colori.

E’ stato una persona fondamentale dentro e fuori dal terreno di gioco ed ha senz’altro lasciato il suo segno all’interno del club. Inoltre ho il piacere di rivolgergli il mio ringraziamento a livello personale perché Valerio è stato un compagno di squadra sul quale poter sempre contare sia dal punto di vista sportivo che umano, un esempio per tutti” ha dichiarato il Direttore Sportivo della Benetton Rugby, Antonio Pavanello, che con Bernabò ha condiviso il reparto di seconda linea sia in biancoverde che in maglia azzurra.

Il ringraziamento da parte della società Zebre Rugby Club, dello staff tecnico e di tutti i compagni della franchigia federale nelle parole del team manager Andrea De Rossi : ”Voglio ringraziare il giocatore, l’atleta e l’amico per tutto quello che ha fatto per il rugby italiano; in particolare per il suo contributo dato alle Zebre Rugby sia in campo che fuori.

Bernabò non è mai andato sopra le righe, risultando da esempio di serietà e professionalità nonché punto di riferimento per giovani e veterani. In questi quattro anni Valerio è stato davvero importante per lo spogliatoio della nostra squadra, specialmente nei momenti di difficoltà. Gli facciamo tutti in grande in bocca al lupo per la sua carriera professionale e lo ringrazio ancora per la sua serietà dimostrata quotidianamente”.

“Ho lavorato direttamente con Valerio solamente in occasione del tour estivo del 2016 in America, ed era evidente il rispetto che ognuno aveva per lui dentro e fuori dal campo. E’ un giocatore che mettere sempre in campo tutto quello che ha e lo fa sempre con il sorriso sulle labbra e un approccio positivo. E’ una persona che dobbiamo continuare a utilizzare all’interno del nostro sistema mirato allo sviluppo de futuro del rugby italiano.

Gli auguro il meglio in vista della sua ultima partita e spero di aver l’opportunità di collaborare insieme a lui per molti anni a venire” ha dichiarato il CT dell’Italia, Conor O’Shea.

Benettonrugby.it

 

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