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16 ottobre 2018

Esteri

"Bevete, è acqua santa": uccide compagna e figlio di 2 anni col cianuro

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Li ha ingannati, facendo credere loro che si trattasse di acqua santa. E invece nella bottiglietta c'era del cianuro. Una dose letale, che in pochi istanti ha ucciso sia la compagna Alejandra, sia il figlioletto di lei. E' accaduto a Salta, in Argentina, dove Franco Rodrigo Gaspar Cinco, un giornalista di 28 anni è stato condannato all'ergastolo per aver ucciso la donna e il piccolo di due anni, morti per avvelenamento nel giugno dell'anno scorso.

 

Secondo quanto riporta il quotidiano 'Clarin', il 5 giugno 2017, con la scusa di aiutare il bambino che era malato, Gaspar Cinco si era presentato dalla compagna con una bottiglietta spiegando che conteneva acqua santa. Dopo qualche sorso, però, il piccolo era crollato a terra. La donna si era precipitata a praticare la respirazione bocca a bocca ma nel tentativo di rianimare il figlio era entrata in contatto con il veleno. Trasferito in una clinica privata dai nonni, il piccolo era morto in pochi minuti, mentre la madre non aveva neanche fatto in tempo ad arrivare in ospedale. L'uomo era stato arrestato il giorno seguente.

 

"Non ho mai avuto intenzione di uccidere Alejandra o il suo bambino - ha spiegato durante il processo Franco Rodrigo Gaspar Cinco -. Con Alejandra avevamo piani e progetti, anche io ho un bambino di quattro anni, come posso averlo fatto?" L'uomo ha dichiarato inoltre di aver portato il cianuro su richiesta della compagna, che ne aveva bisogno per un esperimento didattico (la donna era studentessa universitaria). Quella sera, stando al racconto di Gaspar Cinco, Alejandra e suo figlio "hanno finito di mangiare lo yogurt e poi il bambino le ha chiesto di tornare a letto".

 

La donna avrebbe portato il bambino in cucina dove, insieme alla sorella avrebbe cercato di dargli uno sciroppo. Alejandra era "nervosa e disperata", ha aggiunto, sarebbe andata in salotto, avrebbe preso "la bottiglia viola", quindi avrebbe portato il bambino nella sua stanza e gli avrebbe detto: "Prendi, fai come mamma, è acqua santa". Per i giudici, però, i fatti si sarebbero svolti diversamente. Secondo il pubblico ministero, il 28enne non avrebbe "tollerato il bambino prima ancora di conoscerlo" e "lo considerava un ostacolo al suo progetto di vita" con Alejandra. Secondo gli inquirenti l'uomo, che presenta "caratteristiche psicopatiche e narcisistiche", aveva già tentato due volte di sbarazzarsi del bambino. La prima, offrendo 10mila pesos a tre sicari e la seconda tentando di affogarlo nella diga di Cabra Corral. In quest'ultima occasione, il bambino era stato salvato da un pescatore.

 

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