14 dicembre 2019

Treviso

BICICLETTE CONDIVISE PER RIDURRE TRAFFICO E INQUINAMENTO

La nuova proposta della Provincia di Treviso che coinvolge 10 Comuni della Marca

Laura Tuveri | commenti |

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Treviso - La Provincia di Treviso lancia il progetto “bike sharing”, un modello di mobilità sostenibile che coinvolge dieci amministrazioni comunali: Castelfranco, Carbonera, Conegliano Montebelluna, Mogliano Veneto, Oderzo, Preganziol, Vittorio Veneto, Villorba e Treviso. All’iniziativa collaborano il Distretto produttivo della bicicletta e la facoltà di Design e arti dell’università Iuav di Venezia. Consta nella promozione di un sistema di noleggio di biciclette innovativo, automatico e condiviso, che ha l’obiettivo di ridurre il traffico veicolare privato, in particolare per gli spostamenti all’interno dei centri urbani, a tutto vantaggio anche dell’ambiente. Il progetto ha ottenuto dalla Regione Veneto un finanziamento di 129.575 euro. La facoltà di Design e Arti avrà il compito di realizzare il prototipo del sistema “bike sharing” che sarà composto da bicicletta, colonnina elettronica e cicloposteggio, mentre Asco Tlc curerà il sistema di gestione e di monitoraggio. “Fatti, progetti, azioni. Questa è la nostra risposta a chi lamenta un ‘presunto’ ruolo passivo della Provincia di Treviso nei confronti dell’inquinamento atmosferico del territorio. Con questo progetto – ha detto Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – continua l’impegno della Provincia di Treviso nel perseguire azioni concrete di mobilità sostenibile e nella volontà di far fronte ai doveri assunti con il Protocollo per il risanamento e contenimento dell’inquinamento atmosferico sottoscritto con tutti i Comuni trevigiani. L’obiettivo della Provincia è, ora, quello di coinvolgere anche altri Comuni. L’assessore alle Politiche ambientali, Ubaldo Fanton sottolinea che si tratta di “un progetto importante per il nostro territorio ed ha il pregio di coniugare ambiente e industria, ad esempio per quanto riguarda la realizzazione delle bici. E fondamentale sarà anche il coinvolgimento dei ragazzi, attraverso diverse azioni. Sarà data attenzione ai punti ‘attrattori’ di mobilità come le aree prossime ad edifici pubblici, quali ad esempio le scuole, che diventeranno veri e propri punti di rifermento per l’utilizzo dei mezzi.

 



Laura Tuveri

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