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13 dicembre 2018

Cronaca

Biglietto da visita: un antico vezzo che non passa mai di moda

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C’è poco da fare, con l’avvento dei social le abitudini sono cambiate.


Nel lavoro, nelle amicizie, nei rapporti sentimentali, ormai basta un “Hai un profilo Facebook?” per restare in contatto con chiunque in qualunque angolo del globo terracqueo. 
Eppure, quando si parla di professionalità, non ci si può permettere di mettere tutto nelle mani di un alter ego virtuale.


È qui che entra in nostro aiuto un piccolo amico, accattivante, economico ed estremamente utile: il biglietto da visita.
I primissimi biglietti da visita risalgono ai tempi del politico ateniese Pericle, che li consegnava alla sua amante Aspasia per metterla a parte della sue imminenti visite.


Nel 1700, in Francia, quella striscia di papiro con su scritto il nome del mittente, diventa un vero e proprio bigliettino col proprio nome scritto a mano, per avvertire del proprio arrivo il personale di servizio degli edifici in cui si andava ospiti.
Solo alla fine del ‘700, a Londra, tra i mercanti, si diffondono i biglietti da visita ad uso commerciale: erano talmente importanti che una firma su uno di essi poteva valere addirittura come un contratto.


A “regolamentare” l’esistenza del biglietto da visita ci si è messo anche il galateo: secondo quest’ultimo, il cartoncino dovrebbe essere bianco e contenere solo il nome; al massimo un indirizzo e un numero di telefono.
Ma perché scegliere un biglietto da visita anziché affidarsi completamente ai sovracitati -onnipresenti- social?


In primo luogo, quello di consegnare il proprio biglietto da visita è un gesto immediato: nel mondo odierno, in cui una delle parole chiave è fretta, è decisamente una soluzione che ci può tornare molto utile.
In secondo luogo, il biglietto da visita è un oggetto materiale che rimane nel tempo, non come gli eterei “click” dei social; e quante volte vi è capitato di vedere spuntare fuori biglietti da visita di cui avevate completamente dimenticato l’esistenza, come conigli dal cilindro? E magari avete pensato “Ah, che bello, ora lo metto da parte che sicuramente prossimamente ne avrò bisogno”.


In terzo luogo, un biglietto da visita personalizzato può essere reso talmente accattivante da permetterci di distinguerci dalla “massa”, cosa che comunque già viene nel momento in cui decidiamo di optare per quello piuttosto che affidarci a Facebook, Instagram o LinkedIn, come ormai la maggior parte dei “professionisti”.


Del resto, nella lingua italiana, quando qualche nostra caratteristica ci presenta al meglio si usa dire: “È un ottimo biglietto da visita”, mica “È un ottimo profilo Facebook”.


E se anche Mark Zuckerberg ha optato per dei simpatici biglietti da visita personalizzati, beh, allora vuol dire proprio che nessuno vi dovrebbe rinunciare!

 

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