16 ottobre 2019

Treviso

Bimba immunodepressa costretta a stare a casa dall'asilo per bimbi no-vax, i genitori sporgono denuncia

La denuncia per omissione d'atti d'ufficio, istigazione alla disobbedienza e tentata epidemia

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TREVISO - Una denuncia contro ignoti per omissione d'atti d'ufficio, istigazione alla disobbedienza e tentata epidemia è stata presentata da una coppia di genitori la cui figlia, vaccinata ma con un deficit immunitario, era stata costretta a restare a casa dalla materna per non subire il contagio di una malattia infettiva contratta da due compagni di classe non vaccinati.

 

Il fatto - riferisce 'Il Gazzettino' - risale al maggio scorso, ma la denuncia, contro ignoti, è stata depositata in Procura in questi giorni. L'atto giudiziario non è contro soggetti identificati perchè la famiglia non ha potuto acquisire le necessarie informazioni circa la trasmissione delle eventuali autocertificazioni prodotte dai genitori dei due piccoli no-vax, due fratelli.

 

"La scuola - si sostiene nella denuncia - doveva allontanare i minori perchè nel maggio 2018 sussisteva l'obbligo di vaccinazione come requisito d'accesso alla materna". La bambina costretta a non frequentare l'asilo è una paziente trapiantata; era già stata sottosta al primo vaccino - ha spiegato la mamma all'ANSA - risultando 'non-responder' (persone che non producono anticorpi dopo il vaccino), e non poteva essere sottoposta al secondo vaccino, cosa che la avrebbe esposta al contagio della malattia, in questo caso la varicella.

 

"La magistratura deve prendere posizione sui vaccini, perchè i dirigenti scolastici non possono trattare il problema con superficialità. Non è un fatto ideologico, è una questione seria". Così parla con l'ANSA la mamma della bimba. "I magistrati - prosegue la donna - devono esprimersi in maniera tale, con condanne se serve, perchè i dirigenti delle scuole d'infanzia si adeguino alle norme, senza sconti. Più vaccinati ci sono, più i nostri figli sono al sicuro. Non si possono mettere in una classe bambini non vaccinati per motivi medici con altri non vaccinati per motivi ideologici".

 

A Conegliano una mamma di un bimbo immonodepresso, che aveva avuto il cancro, ha manifestato nei giorni scorsi le medesime preoccupazioni.

 

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