21 settembre 2019

Treviso

Blitz del centro sociale Django in centro:"Basta battute di caccia razziste"

No spaccio, no mafia e no razzismo” la scritta di vernice bianca comparsa sull’asfalto di riviera Santa Margherita

Isabella Loschi | commenti |

TREVISO - Blitz del centro sociale Django in pieno centro a Treviso. “No spaccio, no mafia e no razzismo” è la scritta di vernice bianca che gli attivisti di Django hanno impresso sull’asfalto di riviera Santa Margherita. Un messaggio, quello del collettivo del centro sociale, contro la giunta comunale e il sindaco per i continui blitz e controlli di stampo “razzista”.

“La giunta leghista, come il governo giallo-verde, è maestra nel distorcere i fatti. Come sempre la Lega addita gli ultimi. E sempre con una evidente impostazione razzista. E a darsi anche grandi arie nel farlo. Lo spaccio - chiariscono gli attivisti di Django - è uno schifo. E i primi ad essere seppelliti sono i piccoli spacciatori. I gironi infernali delle narcomafie sfruttano giovani, migranti, persone che vivono nella marginalità per smerciare sostanze che si tramutano in grandi guadagni, per chi sta al vertice. Chi è per le strade è il primo ad essere sfruttato, l’ultimo della catena che paga per tutti quelli che gli stanno dietro. E poi arrivano i gradassi come Mario Conte che si beano davanti alle telecamere di fermare qualche ragazzo, magari richiedente asilo, giusto per spot elettorale”.

Per Django la soluzione non sono i continui controlli, togliere le aiuole o tagliare i cespugli. “Noi una vera soluzione ce l’abbiamo. Si tratta di operatori di strada, rigenerazione delle aree urbane con progetti volti all’inclusione, alla solidarietà, programmi di riduzione del danno nelle scuole, informazione verso i cittadini. Basta con gli spot, basta con le battute di caccia razziste della polizia locale”.

In Riviera sono arrivate subito du pattuglie della polizia che hanno provveduto a identificare gli attivisti.

Il blitz ha mandato su tutte le furie il sindaco Conte che ora pensa a cacciare Django dall’ex caserma Piave: “L’associazione Open Piave deve dissociarsi da Django che deve cambiare atteggiamento o se ne andrà dall’ex caserma”. Ma gli attivisti non mollano e sono pronti a dare battaglia per rimanere alla Piave.
"Mi auguro che di chi di competenza gli faccia ripulire l'asfalto a colpi di lingua e olio di gomito"- ha commentato il consigliere di Forza Italia Davide Acampora.

 

 

 



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Isabella Loschi

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