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22 settembre 2018

Vittorio Veneto

Bocciati. Dal vescovo

Spirito democratico e virtù dell’accoglienza? Per il vescovo Pizziolo non brilliamo in questo senso. Non siamo i primi della classe

Emanuela Da Ros | commenti |

VITTORIO VENETO - Quello del vescovo è solo un saluto. Ma contiene un po’ il succo della faccenda.

 

La faccenda. La faccenda è che sabato pomeriggio in biblioteca si è tenuto un convegno sulle “Cause delle migrazioni contemporanee” a cura della Rete di Cittadinanza solidale di Vittorio Veneto. Relatori diversi, ospiti l’assessore alla cultura Antonella Uliana (che ha parlato con onestà d’intenti) e il vescovo Pizziolo, sono intervenuti.

 

Il saluto. E’ stato proprio il vescovo, invitato a prendere il microfono, a dire quello che volevamo sentir dire. “Io non so - ha detto mons. Pizziolo - se la nostra sia una terra storicamente vocata all’accoglienza e alla democrazia. Quello di cui sono sicuro è che oggi non brilliamo per questo. Non siamo certo i primi della classe”.

 

La Rete di cittadinanza solidale. Ruggero Da Ros, presidente dell’associazione, ha spiegato che la rete funziona dal 2015, che finora ha coinvolto circa 180 migranti, che oltre a organizzare corsi di lingua e cittadinanza, la Rete ha cercato di sollecitare il sindaco Tonon e i sindaci del mandamento a un progetto comune, come lo Sprar (il cui bando scade il 31 marzo), che consentirebbe di coordinare le azioni verso i migranti e di (pensate un po’!) fermare l’assegnazione dei profughi alla nostra zona.

 

Ruggero Da Ros ha però denunciato Vittorio Veneto: “Sono due mesi che aspettiamo dal comune una risposta alla richiesta di una stanza dove alfabetizzare o formare i migranti, e ancora non abbiamo ricevuto risposte. Finora abbiamo fatto capo alla sede della Cgil, ma lo spazio non è più sufficiente”.

 

Il meccanismo di sviluppo del sottosviluppo. Tra gli interventi del convegno - per brevità - ricordiamo quello del docente universitario Fabio Perocco, che ha individuato come “regina” delle cause della migrazione contemporanea la “disuguaglianza”. La disuguaglianza di sviluppo tra nord e sud del globo, ma anche la disuguaglianza di distribuzione delle ricchezze all’interno dei singoli paesi. 

 

Il fenomeno migratorio a cui stiamo assistendo - ha precisato Perocco - è dovuto al completamento della formazione del mercato globale”.

 

Che significa? Che in questo momento, dopo quattro secoli (più o meno) di crescita economica, siamo alle prese con la resa dei conti di disuguaglianze strutturali, di disuguaglianze sociali che sono iniziate con la rivoluzione industriale (avvenuta grazie all’importazione da fuori Europa del 50 per cento delle materie prime necessarie), che sono proseguite con una politica economica che ha visto i paesi dominanti innescare il meccanismo dello sviluppo e i paesi dominati (quelli da cui oggi parte l’immigrazione) innescare il meccanismo di sviluppo del sottosviluppo.”

 

Una realtà con cui fare i conti. Non più in termini di economia, ma di solidarietà.

 



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Emanuela Da Ros

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