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21 novembre 2018

Politica

Bruxelles stronca la manovra

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Una "deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita". E' questa la valutazione sul bilancio italiano espressa nella attesa lettera inviata al governo dalla Commissione europea che "cerca di proseguire un dialogo costruttivo con l'Italia per arrivare a una valutazione finale" e attende risposte e chiarimenti ai rilievi mossi sulla manovra entro le 12 del 22 ottobre prossimo, scadenza fissata oggi da Bruxelles.

 

Moscovici e Tria - "Ho ricevuto la lettera della Commissione europea. Oggi si apre un dialogo costruttivo, partendo da valutazioni diverse sulla nostra politica economica'', ha detto dal canto suo il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che oggi ha incontrato a Roma Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici, il quale aspetta "pazientemente" la risposta da parte del titolare del Mef e si augura "che non ci sia nessuna tensione dei toni. Le opinioni politiche le dobbiamo lasciare alla porta''. "La Commissione europea è e resterà accanto all'Italia" ma il deficit al 2,4% "preoccupa" l'Ue, ha poi sottolineato. ''Il nostro obiettivo - ha detto ancora Tria - è la crescita e la riduzione del debito pil'' e la manovra va in questa direzione; ''lo spiegheremo alla commissione. Ascolteremo le osservazioni e andremo avanti in questo dialogo''. L'Italia, ha aggiunto Tria, ''rimane uno dei paesi fondamentali dell'Europa''.

 

Juncker - Quali fossero le intenzioni dell'Unione europea si era intuito in parte dalle parole del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che, parlando della manovra italiana e della reazione degli altri Paesi all'aumento del deficit contenuto nel Def, aveva detto: "So, e alcuni colleghi l'hanno detto al telefono, che non vogliono che sia aggiunta altra flessibilità a quella già esistente" per l'Italia, e "non è nostra intenzione procedere in questo senso". "So dal passato - aveva aggiunto - che la Commissione è sempre stata accusata di essere troppo generosa quando si tratta del bilancio italiano. Io non dico che siamo stati generosi, ma abbiamo introdotto nell'applicazione del Patto di crescita e stabilità alcuni elementi di flessibilità". E l'Italia, aveva poi sottolineato il presidente della Commissione europea, "è l'unico Paese che ha usato tutta la sua flessibilità sin da quando l'abbiamo introdotta, l'Italia è stata in grado di spendere negli ultimi tre anni 30 miliardi di euro in più". "Siamo stati molto gentili e positivi quando si è trattato dell'Italia, perché l'Italia è l'Italia", aveva affermato ancora Juncker ribadendo poco prima che la Commissione europea "non ha alcun pregiudizio negativo" rispetto alla manovra italiana. "Il primo ministro ci ha presentato la situazione italiana con verve e talento - aveva detto - Noi non abbiamo reagito alla sua esposizione, perché esamineremo il progetto di bilancio che ci è stato trasmesso l'altro ieri dalle autorità italiane. Quello che vorrei dire è che non abbiamo alcun pregiudizio negativo sull'Italia, il progetto di bilancio italiano sarà esaminato con lo stesso rigore e con la stessa flessibilità con cui esamineremo gli altri progetti di bilancio che ci sono stati presentati".

 

Conte - Da parte dell'Italia "senz'altro nessun muro contro muro" nel confronto con la Commissione europea. "La lettera probabilmente è stata appena consegnata al ministro Giovanni Tria" visto che "il commissario Pierre Moscovici è a Roma. La lettera non la riceverà solo l'Italia, ma anche altri Paesi. E' prassi riceverla in situazioni di questo tipo", ha affermato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha aggiunto: "Posso immaginare che esprimerà preoccupazione. E mi aspetterei un riferimento ad una deviazione significativa rispetto all'obiettivo del rapporto deficit/Pil rispetto alla manovra preventivata dalla Commissione. Approfitto per chiarire che non è una grossa deviazione. Abbiamo deciso di puntare sugli investimenti e sulla crescita. L'Italia deve crescere: i fondamentali dell'economia sono saldissimi". In ogni caso, quella prospettata nella manovra italiana "non è la più grossa deviazione della storia", ha concluso. Su Facebook il premier Conte, a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo, aveva scritto: "Sapevamo che questa manovra che abbiamo pensato per soddisfare le esigenze dei cittadini italiani, a lungo inascoltate, non è in linea con le aspettative della Commissione Europa. Ci aspettiamo quindi osservazioni e rilievi che stanno per arrivare e ai quali siamo pronti a replicare". "Ma tutto questo non può preoccuparci: ci avrebbe preoccupato se avessimo fatto una manovra temeraria. Ma la nostra manovra è ben pensata, ben costruita, ben realizzata".

 

Di Maio - "Credo che la Commissione europea si sia un poco allontanata dalla realtà. Per anni l'Italia ha fatto sacrifici per ridurre il debito. Ma il debito si può ridurre se si fanno investimenti. Va bene la lettera, ce l'aspettavamo, dialogheremo con loro ma credo che queste persone si siano allontanate dalla realtà. Aspettiamo anche le lettere agli altri Paesi". Così il vicepremier Luigi Di Maio sottolineando: "Un Paese come l'Italia non può accettare ultimatum. Se dovesse essere un ultimatum come i duelli western allora per noi è inaccettabile".

 

Salvini - "La prima manovra economica del cambiamento a Bruxelles non piace, le altre, quelle di Monti, Gentiloni e degli altri invece gli piaceva", ha detto Matteo Salvini, aggiungendo: ""Li abbiamo tutti contro: Inps, Bankitalia, Istat, perché era più comodo avere i vecchi governi".

 

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