14 novembre 2019

Treviso

Cà Foncello: ecco la nuova Geriatria

Presentata la nuova Pec da 2,7 milioni per la diagnosi e cura dei tumori

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geriatria cà foncello

TREVISO - Nuovi servizi e aree degenza attrezzata di 8 stanze per 20 posti letto per il reparto di Geriatria dell’ospedale Cà Foncello di Treviso. Il primo stralcio dei lavori del reparto diretto da Massimo Calabrò, è stato inaugurato oggi dal presidente del Veneto Luca Zaia e dal direttore generale Francesco Benazzi. “Tra le priorità che ho indicato ai direttori generali per il nuovo anno segnalo le geriatrie - ha detto Zaia - che devono essere i reparti benchmark e non gli ultimi della catena, e gli investimenti in tecnologie, che significano diagnosi sempre più precise, cure ancora più tempestive ed efficaci, meno ospedalizzazione, perché la gente che sta male chiede di guarire presto e stare in ospedale il minimo necessario”. Gli interventi, costati 200 mila euro, hanno interessato una zona delle aree degenza completamente ristrutturata: estesa 350 metri quadri e comprendente 6 stanze grandi e due camere. In precedenza con 44 posti letto, ora l’area riadattata e ammodernata ne ospita complessivamente 28, suddivisi in 6 stanze da 4 letti e 2 da 2. La Geriatria dell’aspedale di Teviso ha un totale di 88 posti letto e nel 2016 ha accolto 3mila ricoveri.

L’area, inoltre, è stata rinnovata nei servizi e negli accessori clinici complementari alla degenza, collegata alla climatizzazione centralizzata (fino ad ora era attrezzata solo con attrezzature rimovibili) e dotata di un nuovo impianto per i gas medicali. Grazie ad una ridistribuzione degli spazi circostanti è stata ampliata e ridefinita anche la sala di lavoro del personale infermieristico e, sul modello degli ambienti ospedalieri nordeuropei, sono state ricavate una camera dedicata alla privacy dei pazienti in fine vita e una in cui i familiari possono, in forma riservata, sostare gli ultimi momenti con la salma del congiunto prima del trasporto.

"In questi reparti – ha sottolineato Zaia – vengono ricoverati i nostri anziani, quelli che in una vita di lavoro hanno costruito il Veneto migliore, cresciuto figli e nipoti, insegnato mestieri. A loro tutti noi dobbiamo riconoscenza. Un modo per dimostrarla è assisterli e curarli nel modo migliore, con competenza scientifica, ma anche con affetto” Dopo questo primo intervento il reparto sarà interessato da un secondo stralcio, che riguarderà le stanze di ricovero per i malati autosufficienti e che saranno dotate di climatizzazione e servizi igienici.

Sempre martedì è stato presentata anche una attrezzatura di ultima generazione per la diagnosi dei tumori, installata presso la Medicina Nucleare con un investimento di 2,7 milioni di euro. La nuova Pet-Ct, tomografia ad emissione di positroni, è un sistema diagnostico integrato che prevede l’utilizzo di una tecnologia ibrida che permette di proiettare sulle immagini rilevate dalla Tac le eventuali alterazioni funzionali rilevate dalla Pet. L’ambito di utilizzo è rappresentato prevalentemente dalla diagnostica in campo oncologico ma la nuova attrezzatura amplia le possibilità di diagnosi anche in campo neurologico e cardiologico oltre che ottimizzare i piani di trattamento con Radioterapia. Questa modalità di diagnostica, presso l’ospedale di Treviso è già presente dal 2010, con un mezzo mobile che garantisce circa 750 esami all’anno. “L’acquisizione di ultima generazione - ha sottolineato Benazzi - consentirà di ridurre i disagi per i pazienti, di completare un percorso diagnostico di eccellenza che troverà completezza con le specialità già presenti nel presidio ospedaliero. Si stima che si potranno erogare 2650 indagini (tomoscintigrafie) all’anno così suddivise: 50 miocardiche, 150 cerebrali, 2450 corporee totali.

 

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