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15 dicembre 2018

Castelfranco

Cade dal sollevatore in casa di riposo, anziana in coma da un anno

Studio 3A: “Indagata un’operatrice, ora rimpallo di responsabilità”

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casa di riposo sartor

CASTELFRANCO Cade dal sollevatore alla casa di riposo “Domenico Sartor” di Castelfranco: anziana in coma da un anno, probabilmente non si riprenderà più. A riferirlo Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in caso di sinistro.

L’incidente in casa di riposo – viene spiegato in una nota da Studio 3A - è successo un anno fa. L’81enne di Vedelago, affetta dal morbo di Alzheimer, con grave deficit motorio di tipo parkinsoniano, e dunque totalmente non autosufficiente, dal 2016 era ospite al Centro Residenziale per Anziani di Castelfranco.

 

“Il 3 ottobre 2017, però, spostando la paziente dalla carrozzina al letto di degenza con un solleva-persone, gli operatori l'hanno fatta cadere a terra: a riferirlo ai figli la stessa coordinatrice del nucleo dov'era ricoverata l’anziana, nella telefonata con cui li ha informati del fatto – viene precisato nella nota diffusa da Studio 3A -. A causa della caduta l'81enne ha riportato un grave trauma cranico oltre a numerose altre lesioni che hanno richiesto l'immediato accesso al pronto soccorso di Castelfranco e il successivo ricovero in Neurologia, per l’aggravamento del quadro clinico. In poche ore, a causa dell'emorragia cerebrale in atto, la paziente è entrata in coma. Il 16 ottobre è stata spostata al reparto di Lungodegenza e l'8 novembre è stata dimessa dall’ospedale e riportata al Centro Anziani, ma da allora non è più uscita dal coma e le possibilità che si riprenda sono praticamente nulle”.

 

I figli della donna, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si sono rivolti a Studio 3A ed hanno presentato una denuncia-querela presso i carabinieri di Vedelago, chiedendo che “sul triste fatto occorso a nostra madre siano effettuate le opportune indagini da parte della competente autorità giudiziaria, affinché eventuali responsabilità penali in capo al personale sanitario della struttura siano accertate e perseguite nei modi di legge”.

 

“Il Pubblico Ministero della Procura di Treviso, dott. Giulio Caprarola, ha aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati per il reato di lesioni personali colpose un’operatrice di trent’anni: il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari – prosegue la nota diffusa da Studio 3A -. I familiari dell’anziana in questa delicata e triste vicenda hanno sempre tenuto un profilo basso mantenendo la massima riservatezza, ma a un anno di distanza hanno deciso di denunciare il caso a fronte dell’atteggiamento della casa di riposo e della coop sociale L’Incontro. Nessuno, infatti, disconosce l’accaduto, ma di fronte alla richiesta di Studio 3A per conto dei propri assistiti di assumersi le proprie responsabilità ai fini risarcitori, dalla Sartor asseriscono che deve risponderne esclusivamente la cooperativa che aveva in appalto la gestione del nucleo dov’era ricoverata la paziente, l’Incontro appunto, mentre la compagnia assicurativa di quest’ultima respinge ogni tentativo di addebito esclusivo dell’evento in capo agli operatori della cooperativa in forza della giurisprudenza e della legge in materia di responsabilità sanitaria, chiamando in causa la struttura”.

 

“Qui non si tratta tanto di una questione di risarcimento – chiude il comunicato -, quanto piuttosto di principio: da un anno c’è un’anziana in coma irreversibile e nessuno intende risponderne. Nessun colpevole”.

 

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